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Corriere Della Sera / Magazine

Sulle terre confiscate cresce la speranza ... L’esperienza vincente di Corleone... Guida quattro cooperative nelle terre confiscate ai mafiosi, un agriturismo sulle colline della strage di Portella delle Ginestre, un centro ippico intitolato a Giuseppe Di Matteo, il bimbo sciolto nell’acido dai Brusca, e sta per aprire una bottega dei sapori a Corleone, nella casa sequestrata a Bernardo Provenzano. Se gli avessero detto che dopo nove anni, da segretario del Consorzio sviluppo legalità, sarebbe riuscito a mettere in piedi un apparato con impianti e attrezzature su 700 ettari strappati a Cosa Nostra creando cento posti di lavoro non ci avrebbe creduto nemmeno lui, Lucio Guarino, un quarantenne, sposato, con un bimbo nato l’anno scorso. Era già segretario comunale a San Cipirrello quando un prefetto rimasto nella storia del contrattacco dello Stato, Renato Profili, da poco scomparso, propose a Guarino di costituire il consorzio fra i comuni a più alta densità mafiosa. “Nove anni straordinari ai quali brindiamo con il vino delle nostre cooperative, il Centopassi, inaugurando finalmente una nostra cantina a San Cipirrello, in uno dei beni sequestrati al clan dei Brusca”, commenta soddisfatto Guarino parlando di una produzione di 350 mila bottiglie l’anno che richiamano proprio i Centopassi di Peppino Impastato. Bottiglie confezionate dai ragazzi della Placido Rizzotto, altra cooperativa, altro nome che evoca tragedie travasate in speranza.

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