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Corriere Della Sera / Magazine

Rivalutazione degli astemi ... Con 15,70 euro possiamo comprare un etilometro, con tanto di orologio digitale. Come e più che con la febbre, ci terremo misurata l’ubriachezza (secondo le norme del codice stradale bastano due bicchieri di vino). L’etilometro è diventato un prodotto da banco: in farmacia lo vendono alla cassa, tra rimedi per il raffreddore, detergenti per le mani e burro di cacao. Ormai, se chiedo un amico di accompagnarmi in un ristorante dell’hinterland, sorge il problema dell’alcol: dopo mangiato nessuno ha più il coraggio di guidare. Nei casi di “ubriachezza” più blanda oltre alla multa si rischia la sospensione della patente, la perdita di 10 punti e il sequestro temporaneo dell’auto. Giustissimo, ma un rischio che una persona responsabile non vuole correre. Se qualcuno considerava noiosi gli astemi, dovrà rivalutarli. Rari e ricercatissimi. Altrimenti, come si torna a casa? Mangiare e berci sopra, ormai, suona delittuoso e deviante. E dove non ci sono taxi (cioè ovunque fuori dalle città) o dove costano troppo perché bisogna farli venire da lontano, i locali si spopolano. Effetto della crisi, sì: ma più etilica che economica.

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