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Corriere Della Sera / Salute

Vino - Brindate all'atterraggio. Un bicchiere di rosso contro il jet lag. Contiene melatonina, l’ormone del ritmo sonno-veglia ... Può bastare un bicchiere di buon vino per superare il jet lag, oppure, più semplicemente, per conciliare il sonno? Forse. Perché, in molte delle uve usate per produrre i più famosi vini italiani e stranieri, si trovano quantità misurabili di melatonina, l’ormone che è prodotto all’interno del cervello dall’epifisi e che regola l’orologio biologico, dando il ritmo ai cicli di sonno e di veglia. La scoperta, di cui da notizia il Journal of the Science of Food and Agricolture, non poteva che arrivare dall’Italia, patria indiscussa dei vini da intenditore: gli autori della ricerca del Dipartimento di patologia vegetale dell’Università di Milano hanno analizzato estratti di uve Nebbiolo, Merlot, Cabernet Sauvignon, Croatina, Sangiovese e Barbera, dimostrando che la melatonina è contenuta in tutti i vitigni, sebbene in concentrazioni molto variabili.

I grappoli sono più ricchi di melatonina sono risultati quelli di Nebbiolo e Croatina. La quantità cresce se le vigne sono state trattate con farmaci per aumentare la resistenza dell’uva alle malattie. “Il vino è secondo solo al sangue come ‘complessità’: il numero di sostanze dotate di potenziali effetti biologici è enorme”, commenta Andrea Poli, direttore della Nutrition Foundation of Italy.

“Gli attuali metodi di analisi chimica consentono di individuare quantità anche irrisorie di sostanze biologicamente attive, ma su quali e quante siano davvero capaci di agire sull’organismo resta tutto da dimostrare. Nel caso della melatonina ad esempio, le dosi riscontrate non sono elevatissime e non si sa ancora quanta se ne possa trovare realmente in un bicchiere di vino: difficile ipotizzare, per ora, un effetto consistente dell’ormone assunto per questa via”.

“La melatonina è presente soprattutto nella buccia degli acini, ma ancora non sappiamo quanta ne resti, una volta concluso il processo di vinificazione - conferma Marcello Iriti, uno degli autori della ricerca -. Resta poi da capire quanto ormone viene assorbito da stomaco e intestino.

“Anche per un antiossidante presente nel vino e ormai ben noto, come il resveratrolo - conclude Andra Poli - la reale capacità di assicurare benefici alla salute è ancora in dubbio: basti pensare che per essere certi di garantirsi un buon effetto antiossidante, grazie al resveratrolo, dovremmo bere ben cinque litri di vino”. (arretrato del Corriere della Sera del 23 luglio 2006)

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