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Corriere Della Sera

E il Sagrantino fa scoprire l’arte di Montefalco: Torino, una ricerca della Fondazione Agnelli analizza il caso della cittadina umbra. Le bellezze del vecchio borgo riscoperte dai turisti grazie all’enogastronomia ... Che ci fossero gli affreschi di Benozzo Bozzoli fino a qualche anno fa ben pochi lo sapevano. In molti, invece, si erano accorti di quel vino rosso rubino, morbido e profumato con aromi di frutta e spezie. Ed è proprio grazie al boom straordinario del Sagrantino che Montefalco, antica cittadina nel cuore dell’Umbria, ha ottenuto l’attenzione che meritava, con il risultato che un gran numero di turisti affollano i suoi musei e ammirano le molte bellezze architettoniche. Una dinamica messa in luce dalla Fondazione Agnelli con una ricerca che analizza il borgo umbro e mostra come Montefalco, ricca di opere d’arte, sia stata «lanciata» nel circuito del turismo internazionale non dai suoi «tesori», ma dal successo del Sagrantino. La ricerca, che si chiama «L’opera e l’esperienza. Percorsi di vita dei beni culturali», è curata da Peppino Ortoleva e Teresa Di Marco ed è stata presentata martedì alla Fondazione Agnelli a Torino. Oltre a Montefalco, sono stati analizzati altri casi, come le ville venete, il Borgo Medioevale di Torino, l’affresco del Lorenzetti «Il Buon Governo» a Siena, i Bronzi di Riace.
«Montefalco è stata analizzata in particolare sotto tre aspetti - spiega la ricercatrice Sabina Addamiano, che si è occupata della città umbra -. Come "bene culturale" (dal punto di vista storico, artistico, architettonico e ambientale), come "bene colturale" (focalizzando l’attenzione sulle coltivazioni tipiche, l’olivo e il vitigno Sagrantino) e come "nodo di reti", in quanto al centro di un circuito complesso che vede nella Strada del Sagrantino il suo percorso principale. Attraverso questa Strada potrebbe essere in futuro trasportata anche la comunicazione sui beni artistici di Montefalco». Arte e gastronomia, dunque, si uniscono per dare possibilità di sviluppo a quello che viene chiamato il «post turismo», un nuovo modo per godere delle bellezze artistiche ed enogastronomiche del territorio.

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