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Corriere Della Sera

Piemonte - Cinema, cibo e vino: la rassegna a Monforte e in altri 5 comuni. Tra ristoranti storici e produttori emergenti ... Nell’ultimo anno un italiano è andato in giro per il mondo a parlare con registi e produttori cinematografici. A tutti si presentava dicendo: «Buongiorno, sono Daniele Clementi, del Food in Film Festival ...». E quasi sempre gli toccava ricominciare da capo, per spiegare ad interlocutori un po’ perplessi che in Italia stava nascendo un festival riservato a pellicole il cui tema, magari anche in senso lato, fosse il cibo. Clementi non millantava. Il Festival esiste. Dal 23 al 28 marzo si terrà la prima edizione e lui è il responsabile della competizione, mentre la giuria è presieduta da Alberto Barbera, direttore della Mostra del Cinema di Venezia dal ’99 al 2001. Insomma, è una cosa seria. Anche se un po’ particolare. Intanto perché si tratta di un Festival itinerante, con proiezioni ospitate da 6 comuni. E soprattutto perché in quei 6 comuni non c’è nemmeno un cinema. «Eh sì, è zona depressa», spiega Lodovica Marini, che dirige la rassegna. «Depressa» secondo i parametri del ministero dei Beni culturali, s’intende. Perché la «zona» in questione è bassa Langa, ovest di Alba. Insomma: l’«epicentro» mondiale del Barolo. Qui c’è Barolo, nel senso del paese, e attorno comuni che si chiamano Castiglione Falletto, Grinzane Cavour, La Morra, Monforte, Serralunga d’Alba. Da queste terre e poche altre (per esempio quelle di Roddi e Verduno) che proviene il vino italiano più noto del mondo. Latitano i cinema? Fanno con quello che c’è: alcuni film saranno proiettati nei castelli, altri nelle cantine (queste non mancano).
Le opere in concorso sono 8, tutte straniere e in lingua originale. Vengono dall’Europa, dagli Stati Uniti, dal Centroamerica e dall’Asia. Sono state sottotitolate in italiano grazie all’impegno di otto cantine fra le più note del territorio, che hanno deciso di fare da sponsor. Purtroppo sono vietate ai minori, perché in Italia sono inedite e quindi non hanno passato la censura. Ma accanto a questi otto ci sono altri 16 film, divisi per sezioni: «dulcis in fundo», l’ultima proiezione della sera, cult, retrospettive. Chi è rimasto fermo ai pranzi di Babette avrà delle sorprese. In arrivo dall’Asia, per esempio, dove a detta dei cinefili i film sul cibo sono diventati un sottogenere. «In queste opere lo chef è una specie di eroe - dice Clementi -. Perché la sua figura è quella di un esperto, a suo modo di un saggio, che si relaziona ai sensi».
Tutto questo è stato organizzato dal circolo del cinema «La Contessa Berta», che è a Monforte. Paesino che è un buon esempio di che cos’è la Langa. Per il panorama di colli coltivati a vigna; la vegetazione di querce, aceri, olmi e faggi; il vino e i locali del gusto. Per le storie che nasconde. In questo caso un fattaccio che risale a oltre mille anni fa, tra il 1026 e il 1028, quando la Chiesa represse con violenza, come scriveva il cronista dell’epoca Landolfo Seniore, «una non ancora udita eresia che da alcun tempo si era manifestata nel castello sopra la località detta Monte Forte». Finì nel sangue la vita di una comunità di eretici pre-catari. Antiche storie di Langa, di prima del Barolo.

L’azienda - In memoria di Giovanni Conterno

Pochi giorni fa è morto Giovanni Conterno, figlio di Giacomo Conterno (Monforte, loc. Ornati 2, tel. 0173.78221) creatore del Monfortino, un Barolo Riserva, l'archetipo del Barolo vecchio stile. Vinificato con sistemi tradizionali, senza barrique, in commercio a 7 anni dalla vendemmia. L’annata 1995 ha dato un vino immenso, ricco, potente e austero, lunghissimo. Molto più giovane di tantissimi altri Barolo della stessa età. Un vero e proprio monumento enologico, la massima espressione del territorio di Monforte dal quale notoriamente nascono i vini più strutturati e longevi della denominazione. Nonostante la scomparsa del capostipite l'azienda intende continuare nel solco della tradizione.

Clerico, l’inimitabile

Monforte è uno dei capisaldi del Barolo, dove è concentrata una gran quantità di ottimi produttori. Quindi c’è solo l’imbarazzo della scelta. E soprattutto l’impossibilità di citare tutti. Tra i nomi storici va citato il sommo Aldo Conterno (località Bussia, tel. 0173.78150) che mette in commercio un poker di quattro grandissime vigne cru: Bussia, Gran Bussia, Cicala e Colonello. Cognome simile, ma filosofia produttiva più innovativa quella di Conterno Fantino che svetta sempre nelle classifiche enologiche con il suo Barolo Sorì Ginestra (loc. Ginestra, tel. 0173.78204). Sempre in questa località nascono i Barolo complessi ed eleganti di Elio Grasso (loc. Ginestra, 40, tel. 0173.78491), di tre vigneti diversi: Chiniera, Casa Matè e Runcot. Inconfondibile lo stile di Domenico Clerico (loc. Manzoni 67, tel. 0173.78171) che si distingue con Barolo di grande potenza e carattere, ben valorizzati da un intelligente uso del legno. Sopra tutti, a nostro giudizio, il Barolo Ciabot Mentin Ginestra delle grandi annate, ma sono notevolissimi sia il cru Pajana che la selezione Percristina. Sempre in località Manzoni va ricordato anche le Rocche dei Manzoni di Valentino Migliorini (tel. 0173.78421) per il suo Barolo vigna Big.
Tra quelli che stanno crescendo molto, Monti (loc. San Sebastiano, tel. 0173.78391) per il Barolo Bussia e una strepitosa Barbera d'Alba, e i Fratelli Seghesio (frazione Castelletto 19, tel. 0173.78108) per il Barolo la Villa e l’ottima Barbera d'Alba.

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