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Corriere Della Sera

Quattromila facce (senza ritocchi). L’Italia raccontata da Toscani ... Diventano mostra gli scatti realizzati in trentatrè piazze... Fratelli d’Italia. Ad Arzignano e a Sedilo, a Roma e a Milano, a Volterra e a Salemi. Il bambino con le cartucce del fucile in mano e il cuoco con la mannaia tatuata sul collo. La commerciante agée con la banana rossa in testa e il tecnico specializzato dell’Enel con la tuta blu. Uomini e donne. La faccia degli italiani, un’identica e diversissima “Razza umana”, studio socio-antropologico prima che mostra di ritratti, che attinge da un bacino di quattromila scatti realizzati in trentatré piazze da una decina di fotografi della Sterpaia, la bottega dell’arte e della comunicazione diretta da Oliviero Toscani.
“Il progetto è mio ed è operativo da poco più di un anno, il supervisore del lavoro è mio figlio Rocco, che professionalmente si è formato a Chicago”, racconta papà Oliviero, il creativo delle provocazioni che questa volta ambsce a dimostrare una cosa sola. Siamo autentici capolavori individuali”. Di qui l’iniziativa, a spasso per l’Italia, con giovani talentuosi e pieni di entusiasmo, under 27. “Ormai tutti sanno fare le foto. Volevo qualcosa in più. Volevo fotografie del nostro tempo, che potessero diventare patrimonio dell’umanità. Ogni immagine è autentica, senza ritocchi, senza photoshop. Abbiamo donne sessantenni stra-liftate che cercano di dimostrare quarant’anni di meno. O quelli con lo sguardo incredibilmente vivo e quelli che hanno paura di essere se stessi”.
il lavoro è cominciato a Suvereto, nella Maremma, e da lì si è spostato per l’Italia, nei Comuni che hanno richiesto di partecipare alla realizzazione di questo imponente archivio di immagini “Gli assessori locali leggevano del nostro viaggio e ci contattavano per andarli a trovare, in occasione di sagre o feste particolari - spiega Rocco Toscani -. Tutti gli scatti, compresi i quattro fatti da Oliviero, non sono firmati dagli autori, ma dalla Sterpaia, dove è nato il progetto. La mia impressione? A parte il fatto che lavorare con mio padre è a volte bellissimo e altre veramente difficile, mi ha turbato l’aver imparato a fare quasi un’analisi psichiatrica a chi mi sta davanti attraverso gli occhi”. La mostra si inaugura domani nella cantina Terra Moretti di Petra, quella disegnata dall’architetto Mario Botta. Da lunedì 180 gigantografìe selezionate saranno a disposizione del pubblico, gratis, dalle 15 alle 19. I protagonisti si sono fatti immortalare volontariamente. Hanno firmato la liberatoria per far utilizzare l’immagine, tutelando la privacy di nome e cognome. “Quando però incrociavamo per strada una faccia particolarmente interessante, per via del naso grande, delle orecchie a sventola, di un pantalone eccentrico, eravamo noi a rincorrerla e a proporre di posare”, prosegue Rocco Toscani.
Italiani così diversi così uguali. Specialmente in alcuni tratti. Conclude Oliviero: “Ho notato conformismo, l’influenza della televisione e dei media. Mi è sembrato che le ragazze si presentassero vestite allo stesso modo” truccate simili, con l’identico taglio di capelli. Ancora, l’Italia resta un Paese di mammoni: molti si sono voluti far fotografare con i figli. Infine, chi esordiva dicendo “io in foto non vengo mai bene” in realtà non si vuole bene, vorrebbe essere come Paris Hilton e non si accetta”. Il comune denominatore, forse: “Una sottile paura umana in fondo agli occhi”.

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