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Corriere Della Sera

L’America e la passione Vermentino. “Italia grande anche nei bianchi” ... L’elogio del New York Times: una rivelazione, ha il sapore del mare... Le bottiglie da Sardegna, Toscana e Liguria. “Batte anche Pinot e Chardonnay”... E alla fine anche gli americani si sono accorti che in Italia si producono non solo grandi vini rossi, ma anche pregevoli vini bianchi. In particolare gli statunitensi sembrano molto apprezzare il Vermentino, ottenuto da uno dei vitigni più antichi e mediterranei tra quelli che si coltivano in Italia. Stanchi di vini dal gusto internazionale (come quelli ottenuti da Chardonnay), che si producono ovunque e piuttosto monotoni, stanchi del Pinot grigio che ha inflazionato il mercato Usa, i consumatori d’oltre oceano sono alla ricerca di bianchi di maggiore personalità e longevità. Un panel di esperti del New York Times ha effettuato una degustazione comparata di vini Vermentino e ne ha tratto giudizi assolutamente lusinghieri, lodando questo vino dalla bella acidità e sapidità, particolarmente adatto per accompagnare i piatti a base di pesce di mare, e perfetto in particolare per il fritto di mare. Per Eric Asimov, uno dei critici più autorevoli al mondo, autore dell’articolo sul quotidiano newyorchese, il Vermentino ha un suono come Vernaccia, Verdicchio, Verdejo e Verduzzo, ma è “una piacevole scoperta” perché si rivela un vino di personalità con un buon rapporto qualità prezzo. In particolare, Asimov è rimasto letteralmente folgorato da un Vermentino 2005 Fontanaliras che ha “un inedito profumo resinato, strano all’inizio, ma molto piacevole, accompagnato da un sapore veramente secco e pulito, complesso e persistente”. Una rivelazione. “Non ho una spiaggia a portata di mano e una terrazza sul mare - chiude il suo articolo -. Ma mettetemi in una piccola trattoria a New York con un piatto di fritto misto e una bottiglia di Vermentino e la mia fantasia farà il resto”. Originario della penisola Iberica (più probabilmente del Portogallo, dove si chiama codega), il Vermentino ha risalito la costa superiore del Mediterraneo; nel XIV sec. è passato in Corsica, poi alla Liguria, poi ancora in Sardegna, e nei tempi più recenti è approdato anche in Toscana. In effetti più che Mediterraneo il Vermentino può definirsi un vitigno tirrenico perché è sulle sponde di questo mare che dà i migliori risultati. E anzi si dice che “deve vedere il mare” cioè che per dare il meglio di sé non si debba allontanare troppo dalla riva. È un vitigno dal grappolo medio grande, capace di buona produzione, matura abbastanza presto, e nei luoghi più caldi riesce ad ottenere gradazioni alcoliche importanti (anche superiori al 14 gradi). Per questo il più delle volte si preferisce anticipare un poco la vendemmia per avere gradazioni alcoliche più contenute e soprattutto per salvaguardare l’acidità. Generalmente viene vinificato in vasche di acciaio inossidabile, ma si è scoperto che un breve passaggio in barriques (le piccole botti di rovere francese) talvolta serva ad arrotondare e ad approfondirne il gusto. Contrariamente a molti altri vini bianchi, il Vermentino è capace di resistere nel tempo, se ben conservato lo si può bere anche dopo diversi anni: il colore diventa giallo intenso e il gusto si arrotonda. Però il Vermentino risente molto sia del clima sia dei terreni dove viene coltivato, e quindi esistono diversi stili di Vermentino. Quelli della Liguria hanno colore più chiaro e struttura delicata, sono più aciduli e guizzanti. Man mano che si percorre l’arco della costa tirrenica verso sud i vini prendono più colore e pienezza, già nella zona di Luni (l’area archeologica che ha dato il nome alla Lunigiana) i Vermentino diventano più ricchi di carattere, così come quelli che si coltivano a Montecarlo in provincia di Lucca. Nell’anfiteatro di Bolgheri in Toscana, famoso per i grandi rossi, il Vermentino genera vini strutturati, intensi e molto complessi, di notevole eleganza. In Sardegna (e un po’ anche in Corsica) il Vermentino assume profumi più articolati che richiamano la macchia mediterranea. con note di agrumi. Più affascinanti li Vermentino di Gallura (che si fregia della DOCG) grazie a un clima un po’ più fresco, e un sottosuolo granitico, il vino assume quelle sfumature che i sommelier definiscono come minerali, con un bel colore spesso percorso da sfumature verdoline, una pienezza e sapidità senza pari; i Vermentino di Sardegna (che sono DOC), grazie anche ai terreni più fertili e produzioni unitarie più consistenti, sono piacevoli, ma non in tutti casi sanno dispensare le emozioni di cui questo vitigno è capace.

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