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Corriere Della Sera

Valpolicella: vigneti e cementificio ... Abbiamo letto l’articolo sulla Valpolicella (Corriere, 18 agosto), e vorremmo condividere le nostre considerazioni soprattutto con le persone che, in Valpolicella o altrove, si son fatte un’idea di quello che accade a Fumane e alle sue principali risorse: il Cementificio e l’Amarone, che da 40 anni convivono evidentemente senza danno reciproco. Ci si intende con difficoltà, invece, con i Signori dell’ambiente: le persone che hanno sequestrato un bene comune e pretendono di esserne i soli difensori. È una lunga storia di cui Fumane rappresenta solo un aneddoto, e comunque siamo nel campo delle opinioni ma, tra i fatti, c’è uno su cui chiediamo di essere ascoltati. L’autore dell’articolo ha coscienziosamente ascoltato le associazioni, i coltivatori e diversi responsabili del Cementificio. Fra tutti, non abbiamo saputo trasfenrgli una informazione fondamentale: il nuovo impianto che vogliamo attivare, più moderno e più efficiente in termini ambientali, è tutto fuorché un inceneritore. Certo, anche noi lavoriamo con il calore, ma un inceneritore è un’altra cosa: è un impianto che riceve rifiuti urbani più o meno selezionati e li elimina bruciandoli a medie temperature (circa 900-1000°C); rilascia le sostanze volatili della combustione e deve conferire altrove (impianti di recupero o, altrimenti, discariche) le ceneri che ne risultano. Il nostro impianto invece raccoglie sì degli scarti, ma solo industriali e accuratamente selezionati, li cuoce ad alte temperature (circa 2000°C) e non li distrugge, ma li trasforma e li recupera integralmente, cioè senza generare scarti, per aggiungerli ai materiali naturali con cui produciamo il cemento: un bene sicuro, che serve alla comunità, a km zero. È un po’ il concetto della carta riciclata: risparmiare gli alberi, risparmiare le materie prime. Nient’altro. E tutto il processo, compresi i livelli di emissioni in atmosfera, è strettamente monitorato dalle autorità competenti e dall’Arpav, che hanno verificato la sua piena compatibilità con il territorio circostante. Una piccola chiosa: credo che a Fumane tutti dobbiamo confrontarci per trovare le migliori tra le soluzioni possibili. Ma attaccare l’esistenza del Cementificio, come pure la coltivazione delle vigne, non vuol dire affatto valorizzare l’ambiente. Vuoi dire distruggere valore.

Claudio Marcon

Direttore stabilimento Cementi Rossi di Fumane (Vr)

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