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Corriere Della Sera

Un solo brindisi fa bene all’amore ... L’effetto non e disinibente, ma assomiglia a quello degli estrogeni... Una ricerca e un libro sui legami scientificamente provati tra vino e eros femminile... Perché il rapporto tra Bacco e Venere funzioni, la parola d’ordine è: moderazione. La conferma scientifica del mitico legame tra il vino e la sessualità vale, infatti, solo per un uso contenuto e regolare di vino rosso. Niente baccanali, quindi. “L’associazione ha radici lontane, nel sanscrito “vena”, amare, da cui deriva, oltre che Venere, anche la parola “vino”” ricorda Nicola Mondaini, urologo e andrologo dell’ospedale Santa Maria Annunziata di Ponte a Niccheri (nel Chianti fiorentino), tra gli autori del libro “Vino ed eros”, in uscita in questi giorni (Giunti Demetra edizioni). “Ma aspetti culturali a parte, oggi ci sono sull’argomento precisi dati scientifici”. Dati che andrologi, ginecologi e altri specialisti analizzano anche nel volume citato e che, a proposito dei rischi legati all’abuso di alcol, parlano chiaro: non sono in discussione. “A noi interessava piuttosto l’effetto sulla vita sessuale di una quantità di vino rosso come quella contemplata nella dieta mediterranea, che per le donne non supera un bicchiere, un bicchiere e mezzo al giorno. E proprio l’effetto sulla sessualità delle donne, perché il nostro è uno dei pochi centri che si occupa delle difficoltà femminili, molto meno note di quelle maschili” precisa Mondaini, che ha coordinato una ricerca su un migliaio di donne (della zona del Chianti fiorentino), di età compresa tra i 18 e i 50 anni. “Tutte sono state valutate con l’unico strumento considerato affidabile dal punto di vista scientifico in questo campo - spiega il medico -. Si tratta di un questionario, il Female Sexual Function Index, costituito da 19 domande che esplorano sei diversi aspetti della vita sessuale femminile: dall’interesse, al desiderio vero e proprio; dalla lubrificazione degli organi genitali, al raggiungimento dell’orgasmo; dal grado di soddisfazione ottenuto, all’eventuale dolore durante il rapporto”. Hanno risposto in maniera completa 800 partecipanti, di cui si sono raccolti anche i dati relativi a peso, altezza e abitudini alimentari, con particolare riferimento al consumo di alcolici.
Si sono così distinti tre gruppi: le astemie; le donne che bevono regolarmente non più di un bicchiere, un bicchiere e mezzo di vino rosso ai pasti; quelle che ne consumano molto di più, o che fanno uso di altre bevande alcoliche, o ancora che bevono solo in determinate occasioni, per esempio durante i fine settimana. I risultati, pubblicati sul Journal of Sexual Medicine, hanno evidenziato che al consumo moderato, ma costante, ha corrisposto un punteggio complessivo maggiore nel questionario (soprattutto in relazione al desiderio e alla lubrificazione delle mucose).
“Il nostro studio, di tipo epidemiologico, non entra nel merito dei meccanismi d’azione - puntualizza l’esperto -. Tuttavia, suggerisce che l’effetto del vino non dipenda tanto dall’azione disinibente dell’alcol, quanto da quella di tipo estrogeno di alcuni polifenoli, contenuti a centinaia nel vino rosso. Ecco perché quando i livelli ormonali scendono (come accade in menopausa), un bicchiere di vino al giorno migliora il trofismo dei tessuti”. Un beneficio, che, secondo un recente studio condotto in Australia, può riguardare anche gli uomini.

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