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Corriere Della Sera

…Dove comincia l’abuso e perché così l’alcol diventa droga… L’alcol è la droga più pericolosa, annuncia l’autorevole rivista medica Lancet. In Italia provoca circa 30 mila morti l’anno per conseguenze dirette e patologie correlate. La gravità del problema è ben nota, e gli epidemiologi da tempo hanno segnalato un pericoloso incremento dell’abuso fra i giovani. Fra gli adulti molti sono preoccupati, altri ignorano, altri minimizzano, richiamandosi a più innocue esperienze giovanili; altri sono confusi, non sanno riconoscere l’abuso, reclamano precise quantità come riferimento. Ma non è semplicemente questione di quantità. L’abuso inizia dallo scopo che ci si prefigge bevendo, in altre parole dall’effetto che si cerca di ottenere. Se da un solo bicchiere di vino o da una birra ci si aspetta una disinibizione, un effetto rilassante, euforia, insomma un effetto sul proprio funzionamento psichico in termini di percezione di sé e degli altri, siamo avviati su una strada che contiene il rischio di abuso futuro perché la ricerca di effetti psichici è già “cattivo uso dell’alcol” e tende all’incremento. Questa è la storia di chi ha cominciato a bere per dormire meglio, per combattere la timidezza, per ridurre l’ansia in certe circostanze, per divertirsi quando la sensazione di piacere ricavabile dalle situazioni divertenti è insufficiente. Recenti studi hanno evidenziato una base genetica nella risposta individuale all’alcol C’è chi percepisce l’ebbrezza come piacevole e chi la considera un effetto indesiderato. La mancanza dell’effetto premio fa da regolatore automatico. Sono persone che bevono per il gusto del palato e non per l’alterazione delle facoltà psichiche: cercheranno vini pregiati, sapranno gustare un dito di ottimo cognac. Chi abusa non bada alla qualità. Resto dubbioso su classificazione di droghe più o meno pericolose. Se una sostanza entra nella vita di un individuo per alterare una funzione psichica si crea un pericolo grande e non serve
fare classifiche con l’effetto negativo di incrementare la tendenza alla minimizzazione già presente nella personalità degli abusatori. Quali prevenzioni? Dare ai giovani quelle capacità che cercano di ottenere con droga e alcol. Si insegni l’arte del divertimento e la capacità di riconoscere le proprie emozioni per padroneggiarle. Droghe e alcol vengono usati per padroneggiare un mondo interno percepito come sconosciuto e incontrollabile.

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