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Corriere Della Sera

Annata eccezionale, vendite in calo. La bolla speculativa del Bordeaux ... Grandi vini. I prezzi aumentano del 20 per cento e gli investitori fuggono... I guai di Bordeaux vorrebbero averli tutti coloro che producono vino ad alto livello. A poche ore dall’apertura di Vinexpo, la fiera più autorevole del mondo, gli inglesi si chiedono se la vendita dei Gran vin sia pronta a fare “bubble”, cioè a finire come una bolla di sapone. I prezzi dell’annata 2010 sono alle stelle e c’è un rallentamento delle vendite mentre il vino è ancora in barrique. “Bordeaux bubble” come ha titolato il “Financial Times” è forse soltanto un titolo di giornale perché nell’area più autorevole del mondo in fatto di vino si metteranno d’accordo. Il vero guaio è che due annate così strepitose come il 2009 e la successiva non se le ricordavano in tanti da quando accadde per il 1989 e il 1990. L’annata del decennio, come è stato definito il 2010, ha sino ad ora realizzato la metà di vendite rispetto a quella precedente. La popolarità del 2009 ha toccato invece aumenti del 50 per cento eccitando gli investitori attratti anche dal miraggio asiatico. Il mercato cinese da tempo sta condizionando gli affari a Bordeaux. Nel bene e nel male. C’è chi negli ultimi dieci anni ha visto nel Médoc salire i prezzi di circa il 40 per cento. Ma, dice Simon Staples, direttore dell’inglese “Berry Bros & Rudd”, tra i maggiori buyers di Bordeaux nel mondo: “Per ora abbiamo venduto 40 mila casse che è la metà dello scorso anno. L’annata 2009 ha reso circa 110 milioni di sterline. Se l’attuale situazione non si sblocca pensiamo di vendere l’esatta metà”. Tra i vigneti di Pauillac c’è il clima di chi scruta una sfera di cristallo. I vigneron ammettono: “L’en primeur è andata male. Non ci sono condizioni di vendita corrette”. Difficile pensare che il giocattolo si possa rompere, ma la situazione “è ambigua” dice Thomas Duroux, ex winemaker di Ornellaia e ora direttore generale di Chateau Palmer a pochi minuti di distanza da Margaux sulla strada dei grandi rossi bordolesi. Pur riconoscendo l’altissimo valore dei vini prodotti nelle due annate considerate, il giovane numero uno di questo Chateau, fa autocritica: “Qui si fa business. Ogni anno i direttori decidono il prezzo in base al mercato, se non funziona vuol dire che non va bene”. Sotto accusa è finito l’aumento di circa il 20 per cento che certi Chateau hanno fatto per l’eccellente ultima annata. Così si giustificherebbe il rifiuto di acquisto da parte di investitori e semplici compratori. Il tam tam dell’uscita dei prezzi ha reso il sonno difficile a molti. “Per esempio - dice Duroux - i cinque Premiere Grand cru classé, più Petrus, i super second e i grandi Pomerol, non hanno ancora comunicato le loro offerte”. Questo grande rifiuto rientrerà dopo Vinexpo? L’ago della bilancia potrebbero essere ancora i compratori cinesi. “Da settembre 2010 a marzo 2011 le numerose richieste arrivate dall’Asia hanno fatto lievitare i prezzi incredibilmente per almeno una quarantina di Chateau”, fa notare il direttore generale di Palmer. “Per i cinesi i vini bordolesi fanno status e lo vogliono anche bere. A chi va al ristorante poco importa degli investitori: chiedono la bottiglia sul tavolo. Forse è anche vero che nessuno gli ha mai spiegato bene che i blend di Bordeaux possono maturare anni in cantina ed essere bevuti in futuro”, replica da Londra mister Browett, venditore di Farr & Vintners. È realistico Duroux: “Come sono saliti, i prezzi scenderanno: è già accaduto per Margaux e Latour nell’annata 2005”. Basta aspettare. Oppure, suggerisce Simon Staples, “chi non ha soldi e vuol comprare, Bordeaux offre sempre mercato. Basta cercare l’annata 2010, tra bottiglie che costano 120-300 sterline a cassa. Si può bere ugualmente bene e aiutare questo splendido palcoscenico a rimettersi in forma”.


Château Margaux. Una cassa da sei bottiglie annata 2009 costa 6300 euro.

Château Palmer. Una cassa da sei bottiglie annata 2009 costa 1494 euro.

Château Lafite Rothschild. Una cassa da 6 bottiglie annata 2009 costa 8600 euro.

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