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Corriere Della Sera

Il conte e il marchese. Duello sul Rosso poco “rotondo” ... Vini I blog rilanciano la polemica, chiusa da un referendum ... Montalcino, il Disciplinare e i nuovi gusti ... Non è una battaglia tra i nobili del vino, nomi blasonati del nucleo torico dei produttori toscani. E piuttosto una civile diatriba tra puristi e innovatori che si consuma nella terra felix di Montalcino. Riguarda il Disciplinare del Rosso, il più giovane e meno importante del più famoso Brunello. Entrambi sono prodotti da uve 100 per cento Sangiovese. Tuttavia, alcuni vignaioli preferirebbero, a proposito del Rosso, allargare un pochino le maglie e, per rendere il gusto del vino più “rotondo”, introdurre qualche piccola correzione con Merlot e Syrah, ad esempio. A onor del vero, un punto fermo sulla questione è stato posto, lo scorso settembre, dall’assemblea dei soci del Consorzio: i puristi hanno sconfitto gli innovatori con il 69 per cento dei voti contro il 31. Stop. Che succede, allora? Succede che se un produttore famoso come il marchese Piero Antinori dice la sua, riproponendo, in linea teorica, la visione controcorrente, il dibattito si riapre. E se il conte Francesco Marone Cinzano, che la pensa diversamente, risponde alle argomentazioni del collega è fatta. La polemica infuria nei blog dedicati al mondo dell’enologia (si veda “Vino al Vino” del pirotecnico Franco Ziliani). C’è qualche blogger spiritoso che vorrebbe trasformarla in una disfida nobiliare. Fino a evocare la Rivoluzione francese e Robespierre. Fuori da ogni gioco mediatico, ha senso capire meglio i termini della questione, ripercorrendo gli ultimi fatti e sentendo i protagonisti. L’opinione di Antinori è apparsa nei giorni scorsi su Decanter.com, il sito della rivista inglese Decanter. Si trattava di una breve sintesi-anticipazione di un’intervista di prossima pubblicazione. Dove, a quel che si sa, le argomentazioni, per altro moderate, del marchese toscano saranno esaustive e chiare. Spiega la figlia Albiera, vicepresidente del Gruppo: “Premesso che non produciamo il Rosso, ma soltanto il Brunello, all’assemblea di settembre non abbiamo votato. Ciò detto, non v’è alcuna intenzione di gettare scompiglio e scaldare gli animi. Mio padre, richiesto un parere, l’ha dato. Tutto qui”. Antinori, in sostanza, pensa che una maggiore flessibilità per il Disciplinare del Rosso andrebbe incontro al gusto internazionale, incrementando un mercato che rende meno delle sue potenzialità. Francesco Marone Cinzano non è dello stesso parere. E, confermando il contenuto della replica data, via Decanter.com, osserva: “Se avessimo deciso di modificare il Disciplinare, il Rosso di Montalcino avrebbe rischiato di perdere la sua identità com’è successo ad altri vini toscani, in primis il Chianti. Di più: non è vero che i consumatori stranieri preferiscono un prodotto rotondo e accattivante; così come non è vero che il Rosso di Montalcino ha problemi di mercato. Personalmente, in Cina, ho venduto il 40 per cento in più di Rosso di Montalcino, mentre il Brunello è stabile”. Per inciso, il Consorzio di Montalcino, archiviato l’attacco al Disciplinare, ha varato un importante piano di promozione internazionale del Brunello e del Rosso, puntando sul mercato cinese e sul Far East. “La cosa fondamentale è stare alle regole e guardare avanti - afferma Alessandro Regoli, direttore di WineNews -. Tenendo unito un territorio vitivinicolo che ottiene riconoscimenti da tutto il mondo, dimostrando un appeal che altri non hanno”. Prova ne è che la corsa a entrare nella schiera degli eletti che posseggono vigneti a Montalcino (chance da contagocce a prezzi stratosferici) non si ferma. Marlisa Allegrini, signora dell’Amarone di Valpolicella, ci è arrivata circa un anno fa, acquistando le vigne di San Polo. “Ovviamente, il Disciplinare è sovrano - nota -. Ma la mia è una visione globale, aperta. E, a dirla tutta, penso che il valore del Rosso e del Brunello è ancorato soprattutto al nome di Montalcino. Così come accade per l’Amarone. Che è prodotto da uve corvina. Non al 100 per 100, pero...”. Donatella Cinelli Colombini, vicepresidente del Consorzio di Montalcino, pur attestandosi a titolo personale sulla linea di Antinori, taglia corto: “Smettiamola con queste polemiche con le quali ci facciamo del male da soli. L’assemblea ha bocciato la linea della flessibilità. Dunque, dobbiamo applicare il Disciplinare, così com’è, senza se e senza ma”.


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