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Corriere Della Sera

E Gucci acquista Richard Ginori ... “Ora tuteli i posti” ... Richard Ginori è di Gucci. La conferma ufficiale, anche se l’operazione sarà formalmente chiusa il 22 maggio, è arrivata un minuto dopo mezzogiorno di ieri, termine ultimo per presentare nuove offerte. Nessun altro acquirente si è fatto vivo e dunque nelle carte del curatore fallimentare è rimasta l’unica proposta irrevocabile d’acquisto da 13 milioni presentata il 26 marzo dalla “maison del doppio giglio”, quello fiorentino e quello francese visto che Gucci (sede a Firenze, 1300 dipendenti e un indotto di 45 mila addetti) fa parte del gruppo Ppr guidato da Franois-Henry Pinault. In una nota il ministero dello Sviluppo economico, dopo aver espresso grande soddisfazione per l’esito dell’asta ha sottolineato che “adesso attende in tempi brevi la messa a punto del necessario piano industriale e un celere avvio della procedura di cessione”. Stamani a Milano, in una conferenza stampa, il management di Gucci illustrerà nei dettagli l’operazione e probabilmente fornirà qualche anticipazione sul piano industriale che punta al rilancio della Richard Ginori grazie a sinergie molto strette con Gucci. Un’operazione commerciale con un precedente: negli anni Settanta, l’allora Gucci (apparteneva all’omonima famiglia) aveva avviato una collaborazione con la Ginori producendo alcune porcellane oggi considerate belle e rare. Probabilmente il passato è destinato a ripetersi con la spinta propulsiva del gruppo francese. Non mancano le criticità. Lo scoglio più insidioso sembra essere quello sindacale. Gucci si è impegnata a riassorbire 230 dei 308 lavoratori oggi in cassa integrazione. “E il difficile arriva proprio ora - avverte Giovanni Nencini, sindacalista dei Cobas - perché se l’acquisto è indubbiamente un importantissimo passo in
avanti adesso si apre la trattativa complicata e insidiosa per garantire la massima occupazione dei lavoratori”.

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