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Corriere Della Sera

La grande onda italiana dei sommelier da primato ... Tre fra i migliori del mondo. “Sanno raccontare” ... Pochi tecnicismi e più consigli sugli abbinamenti da fare con i cibi … L’Italia produce ottimi vini e lancia sommelier da record mondiale. E una tendenza che si consolida. Nel campionato per il migliore del 2013, organizzato dalla Worldwide Sommelier Association, l’Associazione dei sommelier nel mondo, ecco piazzarsi al primo posto il trentatreenne aretino Luca Martini. La finalissima a tre si è disputata nei saloni del Park Lane Sheraton di Londra. E, dopo il toscano, il secondo posto se l’è aggiudicato - a pari merito con il francese Jonathan Pillion - il triestino Dennis Metz, 35 anni, miglior sommelier d’Italia in carica Subito sotto il podio, dopo i tre finalisti, l’altro toscano in gara, il pistoiese Andrea Balleri. I partecipanti alla terza edizione del concorso Miglior sommelier del mondo 2013 provenivano da 21 Paesi. “Sfida planetaria, ma i nostri sono davvero bravi - commenta, soddisfatto, Antonello Maietta, presidente nazionale dell’Associazione italiana sommelier, con 35 mila iscritti -. 01- tretutto, rispetto al passato, oggi la selezione è più severa. Occorre un punteggio-soglia per entrare nelle semifinali. A differenza di quando ogni nazione presentava il suo unico candidato”. E italiano, di stanza in Svizzera, è anche Paolo Basso, incoronato a marzo miglior sommelier del mondo dall’Association de la sommellerie internationale. Ma che cosa hanno gli italiani di speciale, oltre alla bravura? “Penso che esprimano uno stile di narrazione del vino, originale - nota Maietta -. Non si limitano a raccontare gli aspetti tecnici di un vino ma parlano anche di cibo, di abbinamenti ideali tra bottiglie e piatto. Non bisogna, infatti, dimenticare il fattore piacevolezza. D’accordo l’analisi sensoriale ma, alla fine, il vino va bevuto esaltando il cibo”. In alto la bandiera tricolore, dunque. Sommelier all’Osteria “Da Giovanna” di Arezzo, il neocampione del mondo Luca Martini ha al suo attivo un curriculum importante: miglior sommelier d’Italia 2009, miglior sommelier toscano nel 2007, più altri riconoscimenti. “Sono emozionato - dice -. E il coronamento della mia lunga preparazione. Il vino è la mia passione, mi piace conoscere ogni cosa di questo prodotto della natura: la sua storia, le sue caratteristiche. Ma per innalzare le proprie competenze occorre mettersi continuamente in discussione. Contano il confronto e la squadra”. Il secondo classificato, invece, non nasconde una punta di delusione. “Sono sincero - confida Metz -, speravo di. arrivare al primo posto”. Non ha convinto del tutto la giuria? “No comment”, taglia corto. Comunque sia, il triestino, che ora fa consulenze, ha lavorato in locali prestigiosi, fra cui il ristorante del Grand Hotel Cristallo di Cortina e da “Cracco”, nel 2011. E nel 2012 ha ottenuto il massimo titolo nazionale: miglior sommelier italiano in carica, fino al dicembre di quest’anno. Che dire, poi, del pirotecnico Luca Gardini, oggi consulente di punta di aziende agricole e grande divulgatore del vino? Conquistò il titolo di campione del mondo, nel 2010, a Santo Domingo e, da allora, la sua fama è via via cresciuta Dopo aver lavorato da “Cracco” (fucina di talenti ai fornelli e in sala), Luca si è messo in proprio, spaziando tra eventi e cantine. L’autentico enfant prodige è sicuramente Enrico Bernardo. Che ottenne il titolo sommelier del mondo nel 2004. Aveva 27 anni, e da tempo era sulla cresta dell’onda: migliore d’Europa (2002), d’Italia (1996/97), Lombardia (1996). Bernardo oggi è una firma della ristorazione a Parigi dove ha continuato sulla via del successo. Ha aperto “Il vino” (una stella Michelin), replicato a Courchevel sulle Alpi francesi. Tre mesi fa, ha inaugurato “Goust”, a place Vendome. “Qui il cliente sceglie il piatto; il vino da abbinare arriva a sorpresa - racconta -. L’inverso, negli altri due ristoranti: scelto il vino, il cibo è top secret fino alla tavola”. Bernardo, sommelier di razza, governa i suoi locali, decide gli abbinamenti. E intrattiene i commensali, ora qua, ora là.

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