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Corriere Della Sera

E anche i grandi vini francesi abbassano il prezzo ... Non è solo questione di clima: manca l’entusiasmo dei nuovi clienti asiatici e i futures del Bordeaux calano del 20% ... Colpa un po’ del clima: inverno freddo e secco, primavera umida e prolungata, estate tardiva e caldissima, ma colpa un po’ anche degli acquirenti asiatici, meno entusiasti del solito. Così l’annata 2012, al mercato dei futures del Bordeaux, si vende a prezzi ridotti di circa il 20%. Forse il vino quest’anno mostrava una qualità discontinua, ma il segnale che preoccupa di più è la nuova freddezza degli acquirenti cinesi, che un tempo avrebbero comunque comprato tutto, e che oggi mostrano un’oculatezza quasi da europei in crisi. Acquistare un vino en primeur, subito dopo la raccolta, significa scommettere sul suo valore quando sarà il momento di berlo, come minimo due anni dopo. E così che, per esempio, ha fatto un ottimo affare chi nel 2011 comprò il Chàteau Pape Clément 2010, al quale il principe dei critici Robert Parker aveva dato un deludente voto di 93-95: un mese fa lo stesso Parker ha riassaggiato lo stesso vino finalmente messo in bottiglia, e stavolta gli ha dato il massimo,100 su 100, aumentandone il valore. Più spesso però, specie agli acquirenti asiatici, è capitato il contrario: hanno speso cifre folli per vini che poi non si sono dimostrati all’altezza. “Molti miei amici hanno perso troppo e non ritorneranno”, ha detto al Wall Street Journal Raymond Ting, un uomo d’affari cinese con una collezione di 50 mila bottiglie. La bolla speculativa deI Bordeaux potrebbe scoppiare, proprio a opera di coloro che avevano contribuito a crearla. Una bottiglia di Chàteau Lafite-Rothschild si vendeva la settimana scorsa a 350 euro, il 17% in meno rispetto ai prezzi dell’anno scorso e il 42% rispetto a due anni fa. Per non rischiare, la famiglia Pinault quest’anno ha preferito non mettere neppure sul mercato en primeur il celebre Chàteau Latour (2012), aspettando tempi migliori.

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