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Corriere Della Sera

Riassetto per il vino di Angelini (farmaci) ... Vogliono portare il modello farmaceutico nel mondo del vino. Con i suoi quasi 100 anni di storia il gruppo Angelini è tra i primi produttori di farmaci in Italia e un forte player a livello internazionale grazie a partnership e ad acquisizioni. Ma è soprattutto a opera del cavaliere Francesco Angelini, 68 anni, (stesso nome del nonno fondatore) che dai primi anni 90 parte la diversificazione e si rafforza il polo agroalimentare fino a realizzare un business che tra cura della salute, profumeria, macchinari e vino realizza un giro d’affari da 1,3 miliardi (nel 2012). Sotto il nome di Tenimenti Angelini il coté agricolo della famiglia marchigiana ha di recente acquisito la Bertani, storica cantina veronese che si è andata ad aggiungere alle quattro tenute preesistenti, nelle zone più belle d’Italia. Un passo che ha portato il gruppo a ripensare al proprio modello, a rafforzarne la managerialità, a investire in ricerca e innovazione prendendo a esempio la casa madre farmaceutica. Prima di tutto confermando Emilio Pedron, già amministratore delegato della Bertani, alla guida dell’intera realtà vitivinicola con quartier generale in Toscana. Sì perché la Tenimenti Angelini (con sede a Montalcino) nasce nel 1994 dall’acquisto contemporaneo di tre cantine toscane: Vai di Suga a Montalcino (Brunello); Tenuta Tre Rose a Montepulciano (Vino nobile); e Fattoria San Leonino a Castellina in Chianti. Ma Francesco Angelini, con le sue forti radici marchigiane, ha pensato bene di far suo il verdicchio di Tenuta Collepaglia a Castello di Jesi. Per poi passare in Friuli (nel 2010) con l’acquisizione della cantina Puiatti a Romans d’Isonzo. Fino ad arrivare nel cuore del Valpolicella, alla cantina Bertani con i suoi marchi storici di Amarone, Soave, Bardolino. In tutto 350 ettari vitati per un fatturato complessivo di 20 milioni Con l’obiettivo di portarlo a 30 milioni nel giro di 2-3 anni. E come? Grazie anche al nuovo progetto. L’azienda che nascerà ufficialmente il primo gennaio 2014 (probabilmente cambiando nome) raggrupperà tutte le tenute con l’obiettivo di “valorizzare il patrimonio aziendale ma anche i singoli marchi - spiega Pedron -: non vogliamo un fatturato veloce ma uno sviluppo stabile su tutti i mercati, italiano ed estero”. E per spingere sul pedale dell’innovazione, anche in un settore come quello del vino che fa della tradizione il suo fiore all’occhiello, verrà istituito un centro di ricerca e comunicazione, trasversale a tutti i marchi (“qualcosa che ancora non esiste in Italia”). Il nuovo gruppo “che rispetterà l’identità di ogni realtà produttiva, avrà una struttura leggera, moderna”. Le cantine? Non saranno “griffate” o “stile museo” ma “luoghi di lavoro semplici e funzionali al vino e alle persone che ci lavorano”, con una viticoltura di nuova concezione in linea con le evoluzioni legate al cambiamento climatico e alla “volontà di garantire la purezza della diverse varietà”. In stile con “d’essere Bertani”, un’identità storica e rigorosa che si è mantenuta nel tempo “e che annaffierà l’intero gruppo”. Il 2014 sarà l’anno del consolidamento ma dal 2015 le antenne della Tenimenti Angelini torneranno sul mercato. In cerca di buoni affari. E di buoni vini.

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