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Corriere Della Sera

Tra gli esperti mondiali del settore vitivinicolo, la crescita qualitativa dell’isola è la novità più dirompente nel fascino dell’Italia ... La Grande Bellezza enologica: per gli stranieri vince la Sicilia ... E la Grande Bellezza approdò al Vinitaly. Non poteva che essere così, d’altronde. Al netto del film da Oscar di Paolo Sorrentino, che cosa può vantare l’Italia davanti agli occhi del mondo? Quali gioielli può esporre nella vetrina internazionale per sedurre? Di sicuro, i giacimenti enogastronomici del territorio, anzi dei territori, che oltre a produrre cose buone, offrono paesaggi ineguagliabili, gusto del ben vivere, arte, storia, cultura. In una parola, Bellezza. Con l’aggettivo Grande di rinforzo. Ne sono convinti soprattutto i media stranieri che seguono da vicino le nostre performance enologiche. E qui parliamo delle firme prestigiose della stampa internazionale. Interpellate da WineNews per Vinitaly, hanno indicato le aree vitivinicole che, a loro giudizio, rappresentano al meglio l’appeal italiano dei luoghi del vino. Con qualche sorpresa. Se, infatti, le colline e i filari della Toscana, regione che da tempo vanta solidi riconoscimenti, rappresentano il paesaggio-simbolo, ben conservato, praticamente immutato dai tempi di Leonardo, ecco irrompere sulla scena il Sud. La Sicilia, soprattutto. Variegata, diseguale ma coinvolgente non solo per il suoi vini fortemente cresciuti in qualità. C’è anche l’elemento natura ad esaltarne il fascino. “Penso, in particolare, ai versanti dell’Etna, con il vulcano fumante, i ripidi pendii, le viti ad alberello, il suolo nero - dice Kerin O’Keefe, responsabile Italia di Wine Enthusiast Tutto è mozzafiato, e i vini sono favolosi”. Non si sbilancia, invece, Walter Speller, firma di lancisRobinson.com, apprezzando i luoghi italiani nel loro insieme, che hanno carattere individuale ma univoca bellezza. “Ogni regione - nota il giornalista inglese - ha qualcosa di incantevole che ritrovi anche nel vino, se prodotto nel rispetto dell’ambiente. Mi è accaduto persino di riscoprire positivamente un luogo che non mi piaceva, soltanto dopo averne degustato il vino”. Puntano sulla Toscana Sophie Liu, importante wine educator dei paesi asiatici (autrice, tra l’altro, di “Grandi Vini di Toscana”) e Tim Atkin, Master of Wine e uno dei più seguiti wine writer di Oltremanica. Afferma la prima: “La Toscana è cultura, arte, storia, vino, cibo, persone, moda”. E il secondo: “Il mio luogo del cuore è Montalcino. Per il paesaggio intatto, la città, la gente, e soprattutto i vini”. Dalla Russia, Eleonora Scholes, una delle voci del vino più autorevoli (editore di www.spaziovino.com), esalta come Speller l’Italia intera (“offerta di molti luoghi, ognuno stupefacente a suo modo per diverse ragioni”) ma dà la sua preferenza personale alle Langhe piemontesi. “Hanno un fascino raffinato e sono stimolanti - spiega -. Dalla natura dei borghi all’accoglienza, alla gastronomia (fantastici tartufi bianchi!) e, naturalmente, al vino. Nel mio Olimpo metto il Barbaresco e il Barolo. Che, tuttavia, esigono un bevitore di livello”. Si torna in Sicilia con Monica Lerner, responsabile per l’Italia di The Wine Advocate. “Mi piace l’innovazione che si sta facendo attraverso la riscoperta dei viigni autoctoni - osserva-. E la nuova frontiera. Guardando al passato, si vede il futuro del vino italiano. La Sicilia ti dà questa visione. E eccitante. Al pari, oggi non trovo altra regione. Sono appena tornata dall’Isola...”. Da queste parole, possiamo azzardare che la palma della Grande Bellezza spetti alla Sicilia. Concorda Alessandro Regoli, direttore di WineNews, uno dei siti più cliccati dagli amanti del buon bere: “Al di là del fascino indiscusso di altri luoghi ormai consacrati - e qui mi riferisco alla Toscana - la Sicilia, oggi, è la regione che offre, dalle sue radici, il nuovo. Là forza della sua storia, delle contaminazioni da essa derivate, del paesaggio, si riflette anche nei vini. Che valorizzano vitigni autoctoni e internazionali. Musica a più note”. Conclude: “Viticoltori come Planeta, Tasca d’Almerita, Donnafugata, hanno aperto la strada al successo. Oggi anche in Sicilia il vino riesce a trainare il turismo. Non era mai accaduto”.

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