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Corriere Della Sera

Expo, chicchi parlanti e profumi al Padiglione del vino ... Giganteschi chicchi d’uva
parlanti, una grotta interattiva
di viti e grappoli. E un labirinto
di profumi, da quello del
mosto a quelli dei frutti di bosco
e delle spezie che avvolgono
i grandi rossi. Ecco come
sarà il Padiglione del vino italiano,
nel cuore di Expo 2015,
a Milano. A 276 giorni dall’inaugurazione,
il ministro
dell’Agricoltura Maurizio
Martina presenta oggi il progetto
a Roma. “Il Padiglione
- spiega - sarà un percorso
emozionale. Uno strumento di
divulgazione attraverso i cinque
sensi”. “Un grande gioco
di scoperte”, lo definisce l’architetto
Italo Rota, il progettista
di questa installazione di
duemila metri quadrati. I
chicchi multimediali proietteranno
immagini e filmati sui
territori dell’eccellenza, sulle
vendemmie, sulla vita nelle
cantine e sul vino a tavola. A
che serve tutto ciò? “È la prima
porta aperta dell’Expo verso
le nostre terre, un modo
nuovo per raccontare l’Italia”.
Dopo l’immersione nel percorso
virtuale, i visitatori del
Padiglione saliranno al piano
superiore e troveranno una
sorta di Biblioteca del vino,
un’enoteca con bottiglie da
tutta Italia. Qui saranno organizzate
le degustazioni, anche
con i sommelier. Ci sarà poi
una Cantina Web per gli acquisti
e, infine, uno spazio
sulla terrazza per gli eventi e i
corsi di approfondimento per
raccontare la grande bellezza
della viticoltura italiana, dai
piccoli vignaioli di montagna
ai produttori dei vini prestigiosi
esportati in tutto il mondo,
Barolo, Barbaresco, Brunello
di Montalcino, Amarone
della Valpolicella.
Da quando cinque mesi fa è
diventato ministro, il bergamasco
Martina, 35 anni, sta
scoprendo quanto sia vasto e
variegato questo mondo. “È
una ricerca continua per saperne
di più. Non sono astemio,
ma neppure bevo tutti i
giorni. E quando bevo vino
preferisco le bollicine”. Guarda
soddisfatto il progetto del
Padiglione, messo a punto dal
ministero e da Veronafiere con
Vinitaly: “È stato fatto un bel
lavoro, grazie al Comitato
scientifico nominato nell’aprile
scorso”. Il Comitato è
guidato dal presidente degli
enologi, Riccardo Cotarella.
“Nessun’altra bevanda al
mondo contiene tanta storia e
cultura come il vino - dice
Cotarella - vogliamo comunicarlo
attraverso il Padiglione.
Vogliamo far appassionare
i visitatori. La passione è il veicolo
per arrivare al vino, senza
si beve acqua o una bibita”.
Il vino “culturale” si intreccerà
all’Expo con moda, musica
classica e letteratura, ci sarà
un cartellone di eventi con
questa chiave. “E poi - annuncia
il ministro - pensiamo
ad appuntamenti di alto livello
per raccontare i personaggi
italiani che hanno cambiato
il modo di produrre vino
nel mondo”. Anche se il premier
Renzi, qualche giorno fa,
ha chiosato che l’Italia non è
solo cibo e vino. “E l’ha argomentato
in modo condivisibile
- secondo Martina -
l’idea è che sia necessario fare
bene i mestieri in cui siamo
bravi, ma anche sviluppare talenti
e saperi. Matteo è stato
molto impressionato dagli
elogi ai nostri ingegneri”. Anche
per questo va aiutato il ritorno
alla terra delle nuove generazioni.
“II Senato - ricorda
Martina - ha appena approvato
un pacchetto di
misure, si chiama Campo libero,
prevede detrazioni per i
giovani che affittano campi e
per le assunzioni, mutui a tasso
zero, società agricole aperte
in 60 giorni, meno burocrazia.
La Camera convertirà tutto ciò
entro il 20 agosto, alcune norme
sono già operative. Un
passo importante anche per il
vino italiano, come il Padiglione
all’Expo”.

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