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Corriere Della Sera

Storia di Lena, signora del Barolo ... Da operaia a vignaiola (per amore) … Gavrilova guida la Figli Luigi Oddero: “Tradizione, semplicità e rispetto della terra”... Una donna di 28 anni arriva in Italia dalla Macedonia per vendemmiare. Conosce un uomo, più anziano di lei, forte e rassicurante come un padre. Si innamora. Si sposano È la storia di Lena Gavrilova. Una di quelle storie, come in un romanzo di Carlo Cassola, dove “non succede nulla eppure tutto accade nella massima semplicità, a cadenza fatale”. Vent’anni dopo, l’ex operaia vendemmiatrice è diventata una signora del Barolo, alla guida della Figli Luigi Oddero, la cantina fondata a La Morra dal marito, morto nel 2010. “C’è un fermo immagine - scrive Massimo Raffaeli, introducendo “La visita”, raccolta di racconti di Cassola - che annuncia, per un lasso di tempo indefinito, la dinamica di un film a venire”. Eccolo il fermo immagine, nel racconto di Lena. “Arrivo in Piemonte, con in tasca il diploma in informatica. Nel mio paese c’era solo una industria tessile, non volevo passare tutta la vita a cucire. Vendemmio Moscato e Nebbiolo. Un mese che vale come dodici stipendi in Macedonia. L’anno successivo ritorno a primavera, suono il campanello della famiglia Oddero. Apre Luigi, è gentile, elegante, sembra un nobile uscito da un vecchio film. Mi dice di lasciar passare qualche settimana e di tornare. Lavoro per un po’ come baby sitter. Mi ripresento, mi assume. Aveva 40 anni più di me, non era mai stato sposato”. Lena viene da Vinica (il destino è segnato nel nome del paese), 20 mila abitanti. “Non sapevo nulla di vino, la mia famiglia, i genitori e quattro figli, aveva due ettari di terra: coltivava grano, spinaci, tutto a mano, cesti di vimini e asini, altro che trattori. Dovevo infilare le foglie di tabacco con un ago, se mi addormentavo mi arrivava una ciabatta in testa”. Luigi era come lo descrisse Mario Soldati nel 1975 in “Vino al vino”: “Volto abbronzato, forte e fine, tranquillo e arguto, dal naso dritto e deciso, dallo sguardo intelligente, nel classico pied - de - poule del gentiluomo di campagna”. “A Pasqua mi regala un enorme uovo di cioccolato. Poi andiamo in pizzeria, inizia tutto così - racconta Lena -. Una sera mi offre un calice di Barolo. Al primo sorso inizio a tremare. Un vino potente, non ho più dimenticato quella forza”. Il Barolo fa da sfondo al matrimonio di Lena e Luigi. Nascono Maria Milena, nel 1999, e Giovanni, nel 2001 (studia enologia, come il padre). “Cinque anni dopo Luigi lascia la Poderi Oddero, l’azienda di famiglia, un pilastro delle Langhe - ricorda Lena -. Ci lavorava con il fratello Giacomo ma si sentiva stretto. Si tiene parte del vigneto di Serralunga d’Alba. Non è una separazione facile, Luigi ne soffre, ma tira dritto”. Quando rimane sola, Lena si sente perduta: deve occuparsi di 35 ettari di vigneti e vendere 110.000 bottiglie l’anno. Al funerale del marito incontra l’enologo Armando Cordero (morto martedì a 87 anni). “Mi dice di non aver paura, ché mi aiuterà. Per due anni lavora gratis, in nome dell’amicizia con Luigi. Decido di diventare il ponte tra Luigi e i figli. Penso di esserci riuscita”. “Nulla è più stupefacente di un’esistenza comune, di un cuore semplice”, scrive Cassola in Gita domenicale. Lena è il Barolo della tradizione che diventa semplicità. “Certo, non siamo top model - dice descrivendo se stessa e la figlia -, siamo persone che amano la terra”. Un amore con i ritmi lenti, come in cantina. Vasche di cemento e botti grandi. L’enologo Dante Scaglione sorveglia tutto, in testa i cru di Barolo, Vigna Bionda e Rocche Rivera. E poi Barbaresco, Barbera, Dolcetto e Freisa. Dalla borsa Lena estrae tre bottiglie. A tavola arriva il Langhe Bianco 2015, Chardonnay e Viognier, dalle vigne attorno a casa, con freschi profumi di frutta tropicale. Poi il Langhe Nebbiolo 2014, sapido ed equilibrato. Infine il Barolo 2012, con le uve da tre vigneti a La Morra, Castiglione Falletto e Serralunga d’Alba: scalpita con la promessa di future morbidità. È come lo pensava Luigi, assomiglia alla vita di Lena, dove “tutto accade nella massima semplicità”.

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