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Corriere Della Sera

“Comete”, le bottiglie che dalle Dolomiti sfidano il clima … Clemens e i nuovi 7 vini di Lageder. Uno “nasce dal caos” di 200 piante diverse... Arrivano dal futuro, da un pianeta prossimo venturo, più caldo e assetato. Sono i vini della sfida al riscaldamento globale, sette astronavi che un biondo vignaiolo steineriano è pronto a lanciare, la prossima settimana, dalle Dolomiti all’odissea nel clima che verrà. Lui è Clemens Lageder, figlio di Alois, l’uomo che spiega la biodinamica nei masi sudtirolesi. Clemens è un sociologo approdato in cantina. È cresciuto con le visioni del padre e i testi di Joseph Beuys, l’artista - sciamano tedesco che fondò il movimento dei Verdi e piantò 14.000 querce a Bolognano e Kassel, “sculture vive per ritrovare l’anima e l’origine degli uomini”. Sua la frase che Clemens cita per spiegare l’ultima esplorazione nel vino: “L’inizio del nuovo accade sempre nel caos”. La linea dei sette vini si chiama Comete. “Ci siamo chiesti - spiega Clemens - come affrontare i cambiamenti climatici. Siamo contadini, non scienziati. Osserviamo come si trasformano le nostre montagne, intorno alla tenuta di Magrè, in Alto Adige. I colpi di calore sempre più frequenti, le gelate primaverili sconosciute: il clima cambia e anche il vino deve farlo. Per testare quali potrebbero essere i vigneti del futuro sulle Dolomiti abbiamo creato le Comete. Come le stelle di ghiaccio potrebbero sparire per sempre oppure riaffacciarsi l’anno prossimo. Le abbiamo portate in giro nel mondo, facendole degustare agli esperti. Ora le proponiamo a tutti. Ognuna è unica, come l’etichetta, una coda di cometa disegnata a mano, con un polpastrello: costeranno poco più di 20 euro”. Il più sorprendente è il Bla - Bla, ricavato da due annata di un autoctono che la burocrazia del vino ancora non riconosce, il Blatterle (C’è anche il Bla 2013). Era molto in uso mezzo secolo fa in Valle d’Isarco e in Val Venosta, ora sopravvive in piccoli masi, come quello il Nusserhof di Heinrich Mayr. Il colore è giallo, opaco, profuma di agrumi e gelsomino, è fresco e salmastro. “È quello che ha colpito di più durante le degustazioni internazionali”, dice Clemens. Poi ci sono il Zie 2015, dedicato a Reiner Zie, l’enologo che portò nella tenuta di Lageder 300 diversi vitigni: i 200 bianchi, dal greco Assirtyko al francese Chenin, vengono riassunti in questo Igt Vigneti delle Dolomiti da 12,5 gradi. Quindi il Ta 2013, da un vitigno del sud francese, Tanà, fruttato e placido. Gli altri sono il Vio 2013 (il vitigno è il Viognier), il Tik 2015 (a base di Assyrtiko) e il Sen 2015, un passito. “Le Comete sono prove d’autore oltre le convenzioni per capire quali sono i vitigni che si adatteranno meglio al clima mutevole nei prossimi 20 - 30 anni” spiega Clemens. La tenuta punta dal 2004 sulla pratica biodinamica, e la declina in chiave moderna. “Accanto alle vigne pascolano le mucche fino ad aprile, poi tornano nei masi. I contadini ci mandano gli animali che non servono per il formaggio, risparmiano e noi fertilizziamo. In altri vigneti ci sono asini e pecore”. 50 gli ettari, e uve da 90 piccoli vignaioli. “Tra loro il 40% si è convinto a passare dalla viticoltura tradizionale alla biodinamica. Piano piano, non vogliamo imporci”. Un mutamento meditato, come quello che Clemens ha vissuto da studente. Partito per Zurigo con l’idea di studiare economia, si è reso conto che più dei conti gli interessano le idee e la natura. E si è dedicato prima alla sociologia, poi all’enologia. Con in testa la citazione di Joseph Beuys: è dal caos che nasce il nuovo (vino).

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