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Corriere Della Sera

Le start up di Padoan. Bollicine per Illy? … Start up e grandi gruppi, un dialogo che ha grandi potenzialità ma che finora è stato frammentario. Al punto che persino la norma che favorisce l’adozione delle piccole aziende innovative da parte delle società quotate, prevedendo la possibilità di portare in detrazione fiscale le eventuali perdite delle “figlie”, è stata poco utilizzata. Per costruire il ponte che manca si è mosso il ministero dell’Economia che nell’ambito delle sue iniziative sulla “finanza per crescere” ha organizzato per il 31 gennaio a Milano un appuntamento ad hoc che sarà introdotto proprio dal ministro Pier Carlo Padoan. Parteciperanno alcune tra le imprese innovative più interessanti e i rappresentanti del gruppi più votati al corporate venture capital. Ci saranno Francesco Starace (Enel), Renato Mazzoncini (Penovie), Alessandro Profumo (Leonardo), Matteo del Fante (Poste) insieme al presidente dell’Aifi Innocenzo Cipolletta. È partito tutto dal caffè. A cui si è aggiunto il thé di Damman Freres, il cioccolato di Domori e poi il vino, passione più recente di Riccardo Illy che nel 2008, con la holding di famiglia, ha rilevato a Montalcino le cantine Mastrojanni. L’ex sindaco di Trieste ci deve aver preso gusto a fare il vignaiolo tanto che, secondo le indiscrezioni raccolte dal sito WineNews, potrebbe mettere a segno la prima acquisizione del 2018 nel territorio del Montalcino. L’oggetto dei desideri sarebbe una tenuta a due passi dalla millenaria Abbazia di Sant’Antimo con 6 ettari di vigneto, di cui 3 a Rosso di Montalcino e 3 a Sant’Antimo, confinanti con parte dei vigneti già di proprietà di Illy la cui estensione salirebbe così a 40 ettari. Ma è possibile che l’imprenditore veneto vada anche oltre. Da tempo si rincorrono voci di un interesse per le terre del Barolo e per i domaines della Borgogna, che potrebbe arrivare - secondo qualcuno - fino a Reims, nel cuore dello Champagne, dove c’è Taittinger, quasi quattrocento anni di storia delle bollicine, di cui Illy ha (per ora) l’esclusiva della distribuzione in Italia. “Io Siamo”, luglio 2014, “Italia Unica”, febbraio 2014, “Ricomincio da cinque”, gennaio 2016, Spaxs, gennaio 2018. Dopo l’ultimo annuncio sulla nuova Spac con Andrea Clamer, resta sempre la domanda: chi è il titolista di Corrado Passera? Restiamo sulle antiche glorie della finanza italiana: Francesco Micheli torna in Borsa. A Piazza Affari, il 24 gennaio, per rincontro organizzato dalla società mercato con The Rusling Companies nel ciclo dedicato ai protagonisti. Prima di lui da Carlo Rubbia a Mario Monti. Ci sarà Paolo Gentiloni giovedì alla Luiss per la laurea honoris causa al Nobel dell’Economia 2006 Edmund Phelps. Lui ricambierà con una lectio magistralis dedicata alla vitalità del Belpaese. Chiude Emma Marcegaglia. L’ultimo cliente è la Banca Centrale della Lituania: in questo modo salgono a 20 le istituzioni centrali, e c’è anche la Bce, che Sia ha conquistato in Europa, Africa, Medio Oriente e Oceania. E questo grazie a tecnologie e innovazione tutte italiane. I soci - Cassa Depositi e Prestiti, F2i, Orizzonte, Banco BPM, Intesa Sanpaolo, Unicredit, Mediolanum, Deutsche Bank - magari litigano sul progetto di quotazione ma non possono che essere soddisfatti delle performance finanziarie di Sia, che dal 2014 ha visto triplicare il suo valore (da 650 milioni a oltre 2 miliardi). Intanto è rimasta italiana una realtà molto ambita sul mercato dei pagamenti elettronici e che aveva scatenato l’appetito di diversi fondi americani e competitor europei. Il management della società guidata da Massimo Arrighetti va anche fiero di un altro importante risultato che riguarda lo sviluppo del capitale umano e delle competenze. Nel 2017 il gruppo (oltre duemila dipendenti) ha assunto altre 86 persone, in gran parte giovani neolaureati, e in tre anni, dal 2015 al 2017, un totale di 316. Se nel 2014 Cdp e gli altri non fossero intervenuti direttamente le assunzioni probabilmente non sarebbero state italiane. Speriamo non sia un segno dei tempi, ma solo un naturale “completamento” del team. Pedersoli Studio Legale, 125 professionisti e clienti corporate tra i big di Mazza Affari, ha aperto il nuovo anno inaugurando il dipartimento di Diritto penale dell’economia. E a guidarlo è stato chiamato Enrico Maria Mancuso. L’avvocato, che sarà affiancato dal collega Federico Bracalente, insegna Diritto processuale penale all’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano. Si è formato nello studio di Angelo Giarda, il “principe” dei penalisti milanesi, e ha guidato per sette anni la practice di diritto penale da Baker McKenzie.

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