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Corriere Economia / Corriere Della Sera

Nosio, un brindisi in Piazza Affari ... La società commerciale della Cantina di Mezzacorona verso la quotazione al Mac ... Brindisi a Piazza Affari. La trentina Nosio chiederà l’ammissione al Mercato alternativo dei Capitali, piattaforma riservata ai soli investitori istituzionali. Il presidente di Nosio - Luca Rigotti - la proporrà ai 468 azionisti della società nel corso dell’assemblea annuale per il 7 dicembre: un aumento di capitale riservato agli investitori istituzionali il cui importo verrà ufficializzato ai soci, ma già sapendo che l’azionista-guida - la Cantina di Mezzacorona - non perderà la maggioranza. Nosio - capitale sociale 15,4 milioni; patrimonio a 78 - è infatti il “braccio operativo” della Cantina di Mezzacorona, colosso della cooperazione cori 1.400 soci conferitori, 2.500 ettari vitati, 48 milioni di vendute, terza realtà italiana del settore con oltre 145 milioni di ricavi e 33 di valore aggiunto. Mezzacorona controlla il 62,52% di Nosio, il resto è nelle mani di agricoltori, dei manager e dei dipendenti della società che sono diventati azionisti sia dall’avvio nel 1998. L’azione, il nominale è di 51,65 euro, viene scambiata attualmente a 313. Nosio controlla due società agricole in Sicilia con mille ettari di terreno di proprietà; due società commerciali in Germania e negli Stati Uniti e possiede una quota vicina al 10% di una cantina-icona del Chianti, Castello di Querceto. Al 31 agosto scorso, Nosio aveva realizzato vendite per 99 milioni di euro, un risultato in linea con quello dell’anno precedente, portando a casa utili per 3,8 milioni (prima delle imposte) con un pay-out di 2,1 milioni, pari ad un dividendo di 7 euro per ciascuna delle 300 mila azioni in essere. Nosio ha in corso un prestito obbligazionario per poco più di 15 milioni di euro che scadrà nel 2014. “Abbiamo deciso di scegliere la quotazione e di non lanciare un secondo bond - spiega Luca Rigotti -, per rimarcare la volontà di operare essenzialmente con capitale proprio, I capitali freschi li investiremo sulla componente commerciale: sui marchi e sul rafforzamento della nostra presenza nei mercati emergenti e in quelli asiatici, più lontani ma profittevoli nel lungo termine”.

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