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Corriereconomia / Corriere Della Sera

Con l’Amarone pranzi globali La veronese Gerardo Cesari cresce ed esporta l’85% del fatturato ... Competere sui mercati di respiro internazionale sta diventando più complicato per le imprese vitivinicole italiane. Perché il numero dei produttori esteri aumenta in maniera vertiginosa, persino in aree impensabili fino a qualche anno fa
Così la forza di produrre un vino di qualità, legato esclusivamente a un determinato territorio, rimane uno degli elementi fondamentali sul quale costruire lo sviluppo di ordini e fatturati aziendali. Ne è consapevole da tempo Gerardo Cesan, società produttrice di vini dal 1936. Un’attività che ha consentito all’azienda veronese di registrare 25,5 milioni di euro di fatturato nel
2014, con un incremento del giro d’affari pari al 3% rispetto al 2013. “Se riusciamo a essere competitivi all’estero - racconta Franco Cesari, presidente dell’omonima impresa - è soprattutto per un motivo:
produciamo con serietà vini di target medio-alto che raccontano la storia e le tradizioni di una specifica area geografica. Tanto che 100 ettari di caratteristici vigneti ci consentono di produrre 1,5 milioni di bottiglie l’anno e presentarci sui mercati esteri garantendo l’unicità del prodotto”.
Ma chi sono i principali clienti interessati ad acquistare i vini della Valpolicella, in particolare l’Amarone? “Grazie all’export
spiega Cesari - che rappresenta 1’85% del fatturato, riscontriamo una forte domanda soprattutto nell’Europa settentrionale, in particolare Inghilterra, Stati Uniti e Canada. Anche se la concorrenza si fa sempre più spietata. Al punto che anche un Paese come il Texas sta cominciando a muovere i primi passi nel settore. Segno che la globalizzazione produttiva è una realtà anche nel mondo del vino”.
Sbaglia, però, chi immagina che il mercato italiano non dia segni cli ripresa. “Da un anno e mezzo - continua Cesari - abbiamo rafforzato la rete distributiva interna relativa ad alberghi e ristoranti. I primi risultati ottenuti su tutto il territorio nazionale sono incoraggianti. Basti pensare che in una regione come la Sicilia, produttrice di ottimi vini, stiamo registrando interessanti richieste”.
Intanto nel quartier generale dell’impresa veronese si studiano nuovi piani imprenditoriali. “Appena le condizioni di mercato lo permetteranno - aggiunge il presidente Cesari creeremo una nuova cantina. Sarà un investimento significativo perché consentirà di lavorare sempre più in sintonia con la natura. Un progetto che, per essere realizzato, richiederà ti- sorse finanziarie pari a 5 milioni”. In attesa che questa strategia si concretizzi, l’azienda vitivinicola veneta prepara iniziative per il 2016, quando presidente e impresa compiranno ottant’anni. “L’anno prossimo - conclude Cesari -in occasione del doppio compleanno, sperimenteremo il nostro primo vino biologico”.

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