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Corriereconomia

Bollicine verdi in Franciacorta ... La Barone Pizzini ha scelto il biologico certificato. Come le grandi cantine francesi. Enologia La casa bresciana ha presentato al Vinitaly la gamma completa dei suoi vini già premiati al Biofach di Norimberga... Fino a pochi anni fa se nel mondo dell’enologia qualcuno avesse pronunciato il termine biologico (riferito al vino) avrebbe raccolto dai suoi interlocutori sorrisini ironici, occhi spalancati e qualche battutaccia. Sì, perché il vino biologico era molto simile a una medicina: fa bene ma è quasi imbevibile. Negli ultimi anni invece quella del biologico è diventata una tendenza con un ottimo riscontro tra il grande pubblico, specie quello internazionale. Esempi illustri di importanti cantine francesi (come Louis Lurton e Humbrecht) hanno dimostrato che si può produrre grande qualità puntando su sistemi biologici di coltivazione.
Ma anche l’Italia vinicola comincia a dire la sua nel settore: a febbraio, durante il Biofach, il Salone internazionale di Norimberga per i prodotti biologici, l’Italia si è presentata come ospite d’onore e per il brindisi d’apertura del Salone è stato scelto il Satèn Millesimato 2002 Barone Pizzini. Si tratta di un’azienda tra le più antiche della Franciacorta che già a metà degli anni ’90 aveva imboccato la scelta della coltivazione bio. In Franciacorta, terra di bollicine d'eccellenza, Barone Pizzini è l'unica cantina a produrre Docg da viticoltura biologica. Malgrado sia molto legata al territorio, l’azienda bresciana agli inizi del 2000 decide di svilupparsi su altri territori italiani di tradizione enologica, consolidando una “rete” fatta di alleanze locali e di investimenti in uomini, terreni, strutture e progetti di ricerca.
E così entrano a far parte della scuderia le Marche (con il Verdicchio di Jesi), la Toscana (con il Morellino di Scansano) e il Salento pugliese (con il Primitivo e il Negroamaro). Il risultato è una produzione di 563 mila bottiglie e un fatturato di quasi 3 milioni e mezzo di euro. Alla faccia di chi sosteneva che fosse impossibile produrre vino biologico di qualità.
Ma esistono parametri oggettivi per definire la viticoltura biologica? “I metodi biologici - spiega Giovanni Pagnoni, amministratore delegato dell’azienda - escludono l’elaborazione chimica e la manipolazione genetica: niente ogm nè fertilizzanti e pesticidi chimici di sintesi. Il problema invece è che per la lavorazione in cantina non esistono ancora leggi o regolamentazioni ufficiali. Per questo motivo non si può ancora parlare di "vino biologico" ma solo di vino da uve biologiche”. Proprio al Vinitaly che si chiude oggi la Barone Pizzini ha deciso di schierare per la prima volta l’intera gamma del Franciacorta bio, una scelta importante per una cantina, fondata nel 1870, tra le più antiche di tutta l’area.
Adesso la seconda fase prevede l’estensione del modello anche alle altre realtà aziendali disseminate per l’Italia “I progetti sono avviati e si svilupperanno gradualmente nel tempo, - precisa Pagnoni - con il completamento di moderne cantine, la ristrutturazione di fabbricati rurali di pregio e il perfezionamento della gamma di etichette, quando tutti i vigneti, coltivati in biologico, saranno a regime. L’obiettivo finale? Produrre un milione di bottiglie”. In un mondo dominato da cifre, trend di crescita, standard produttivi su scala industriale, non è frequente ascoltare qualcuno che ragiona in termini di filosofia aziendale. Anche a costo di sacrificare le quantità e il mercato globalizzato.
“Non abbiamo in mente un vino che possa raggiungere le vette eccelse ed estreme di una qualità assoluta, inimitabile, impossibile; noi guarderemo verso questo esempio, ma cercheremo di produrre un vino "normale", dove il concetto di normalità non è sinonimo di banalità o conformismo ma significa compatibile con il gusto, i desideri e le aspettative, di qualità e di salute, della nostra generazione. In questo senso noi vogliamo essere "qualitativamente normali". Produrre uva sana, da cui ricavare un vino sano, di alta qualità, è un dovere di tutti, ed è una nostra scelta. Per noi una scelta definitiva, irrevocabile e irrinunciabile”.

Barone Pizzini
Franciacorta
Ettari di proprietà - 18
Bottiglie prodotte - 280.000
Fatturato - 2.600.000

Marche
Ettari di proprietà - 29
Bottiglie prodotte - 113.000
Fatturato - 320.000

Puglia
Ettari di proprietà - 15
Bottiglie prodotte - 120.000
Fatturato - 300.000

Toscana
Ettari di proprietà - 23
Bottiglie prodotte - 50.000
Fatturato - 250.000

Totale
Ettari di proprietà - 85
Bottiglie prodotte - 563.000
Fatturato - 3.470.000

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