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Corriereconomia

Gli affari fermentano in cooperativa Tre coop n testa tra i produttori Leader è Cantine riunite & Civ, poi Il Tavernello e Mezzacorona ... Forte competizione. Alti costi. Segnali di ripresa lievissimi. Anche nel 2013 i vignaioli italiani hanno lavorato duro per condurre le loro aziende su un terreno ancora molto difficile. Ma il vino fa buon sangue e i risultati ci sono. Il mercato del vino, prima voce dell’agroalimentare made in Italy nel mondo, ha girato la boa dell’ultimo esercizio con il segno più davanti al giro d’affari, grazie anche al consueto, decisivo contributo delle esportazioni. E quanto si ricava dalla classifica delle maggiori aziende vitivinicole italiane che sarà pubblicata integralmente su CorrierEconomia nelle prossime settimane. Più di 80 aziende sono le protagoniste della graduatoria 2013: cooperative, aziende familiari, società commerciali, rappresentano un campione significativo del lavoro e dei risultati economici di un mercato variegato e frammentato. La tabella qui accanto anticipa qualche dato delle 14 aziende con un giro d’affari superiore a 100 milioni. Il vertice è dominato dalle cooperative. Apre la corazzata Cantine riunite & Civ, di Compagine (Reggio Emilia), leader nella produzione di Lambrusco e mi frizzanti (Cavicchioli e Maschio ‘sono due dei suoi marchi più presenti negli scaffali della grande distribuzione). Il colosso emiliano ha in pancia il Giv, il maggiore protagonista del mercato, cui fanno capo marche note come Bolla in Veneto o Nino Negri in Valtellina. Damigella d’onore è la Caviro di Faenza (Ravenna), numero uno per volumi di vino e mamma del Tavernello, marchio italiano più diffuso al mondo. Big nella grande distribuzione nell’area dei cosiddetti vini quotidiani, Caviro sta potenziando il suo raggio di azione con prodotti di pregio. Scala un posto e conquista il podio un’altra coop: è il gruppo trentino Mezzacorona, (tra le sue etichette lo spumante Rotari e i vini siciliani Feudo arancio). Con 160 milioni di fatturato, la Marchesi Antinori è la più grande azienda privata produttrice del mercato, proprietaria di oltre 2.600 ettari di vigna. Celebre griffe del vino, evoca etichette culi come Solaia o Tignanello, e da 9 secoli è di proprietà dell’omonima famiglia fiorentina di sangue blu. Segue la piemontese Fratelli Martini di Cossano Belbo (Cuneo), grande vinificatrice e imbottigliatrice, raccoglie all’estero il 90% del suo fatturato. Al sesto posto la Casa vinicola Zonin è proprietaria di 1.980 ettari di vigna al servizio di un’azienda in costante crescita, con 9 cantine nelle regioni più locale d’Italia (dal Feudo di Butera in Sicilia al Castello d’Albola in Toscana). Seguono la coop trentina Cavit (in portafoglio le bollicine Altemasi) e il polo vino del gruppo Campari che opera con cantine di proprietà (tra queste Sella e Mosca in Sardegna) e joint venture commerciali. Ancora 2 realtà di taglio industriale: i veneti Casa vinicola Botter ed Enoitalia. E ancora due coop: il romagnolo Gruppo Cevico e la veneta Cantina di Soave (6 mila ettari di vigneto nel veronese, 2.200 soci). Chiudono la rosa due aziende che non potrebbero essere più diverse. Il gruppo veneto Santa Margherita: tra le realtà più solide del mercato, è di Gaetano Marzotto e dei suoi fratelli attraverso la holding Zignago (nel portafoglio pezzi pregiati come il Franciacorta Ca’ del Bosco). La piemontese Ferdinando Giordano è invece l’unica impresa che opera nella vendita diretta. Controllata dal fondo Private equity partners, l’azienda è ora proiettata oltre frontiera. Alle spalle dei big, tante altre cantine, più o meno conosciute al grande pubblico, capaci e ambiziose. Tra queste, molte sono a controllo familiare. Qualche nome? Dalle toscane Marchesi de’ Frescobaldi, Cecchi, Barone Ricasoli, alla sarda Argiolas; dalle siciliane Pianeta, Tasca d’Almerita, Donnafugata alla campana Mastroberardino; dall’umbra Lungarotti alle venete Zenato e Allegrini; dalla marchigiana Umani Ronchi alla piemontese Chiarlo, dalla trentina Cantine Ferrari alla lombarda Guido Berlucchi, all’emiliana Chiarli 1860.

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