02-Planeta_manchette_175x100
Allegrini 2018
LA CLASSIFICA DI FORBES

Da Arnault a Pinault, da Ferrero a Bulgheroni: i super ricchi del wine & food del mondo

Tanti i nomi legati a doppio filo al settore del food & beverage tra gli uomini più ricchi del pianeta. E anche al vino italiano
ARNAULT, BULGHERONI, DIEVOLE, FORBES, LVMH, PINAULT, RICCHI, vino, Mondo
Chateau d'Yquem, una delle realtà più prestigiose di Lvmh di Bernard Arnault

Se con 131 miliardi di dollari di patrimonio Jeff Bezos, patron del colosso Amazon, è l’uomo più ricco del mondo secondo la classifica 2019 di Forbes, seguito da Bill Gates con 96,5, e da Warren Buffett con 82,5, non mancano i nomi, tra i paperoni del Pianeta, legati a doppio filo al vino ed al wine & food.
A partire proprio dal quarto uomo più ricco del mondo, Bernard Arnault, alla guida del gruppo del lusso Lvmh, proprietario, tra gli altri, oltre che di grandi marchi della moda come Louis Vuitton o Fendi, di must della gioielleria come Bulgari, anche di alcuni dei nomi del vino più prestigiosi del mondo, da Chateau d’Yquem, Cheval Blanc, Dom Pérignon, Ruinart, Moet & Chandon e Veuve Cliquot, che ne hanno costruito una fortuna personale stimata da Forbes in 76 miliardi di dollari.
Posizione n. 30, invece, per un altro francese, Francois Pinault, con un patrimonio di 32,5 miliardi di dollari, “capo famiglia” di Artemis, uno dei maggiori gruppi del lusso di Francia, che ha in mano alcuni dei marchi del vino più prestigiosi al mondo, come Château Latour a Bordeaux e Clos de Tart in Borgogna, solo per citarne alcuni.

Specificamente legati al food, ed in particolare all’industria dolciaria, poi, sono i capitali di Jacquelin Mars e John Mars, (23,9 miliardi di dollari a testa, posizione n. 33) alla guida della celebre industria dolciaria americana, mentre sono 22,8 i miliardi di dollari messi insieme dal magnate della birra Jorge Paulo Lemann, alla guida del colosso Ab Inbev (posizione n. 35).
E anche il primo dei super ricchi italiani viene dal mondo del cibo, ovvero Giovanni Ferrero, alla guida della grande industria dolciaria di Alba, che, attraverso la Nutella e altri prodotti icona nel mondo, ha messo insieme un patrimonio personale di 22,4 miliardi di euro, posizionandosi al n. 39 assoluto tra i grandi ricchi.
Tra i primi 100 miliardari del mondo, legati al food & beverage, al n 53 c’è Dietrich Mateschitz, co-fondatore di Red Bull, con 18,9 miliardi di dollari, davanti a Lee Man Tat (n. 63), chairman di LLK Group, il più grande produttore al mondo di salsa di ostriche, con 17,1 miliardi di dollari, a Charoen Sirivandhanabhakdi, patron di Thai Beverage, il più grande produttore di birra della Thailandia, con 14,5 miliardi di dollari (n. 87), a Emmanuel Besnier, Ceo di Lactalis, con 14,3 miliardi di dollari (n. 88), e Charlene de Cavalho-Heineken, azionista del gigante della birra Heineken, con 14,2 miliardi di dollari (n. 89).
Ancora, da segnalare, tra i tanti nomi possibili, l’italiano Luca Garavoglia, chairman del gruppo Campari, con un patrimonio di 3,2 miliardi di dollari (691 al mondo). Tra i personaggi legati anche al vino, ed in particolare l’Italia, sono i classifica il petroliere argentino Alejandro Bulgheroni, posizione n. 715 tra i ricchi del mondo, con un patrimonio di 3,2 miliardi di dollari, e proprietario di diverse tenute nei territori top di Toscana, dalla storica Dievole, nel Chianti Classico, a Tenuta le Colonne e Tenuta Meraviglia a Bolgheri, a Poggio Landi, a Montalcino, oltre che di altre realtà vinicole in Argentina, Uruguay ed a Bordeaux, ma anche Andrè Esteves, finanziere brasiliano proprietario di Argiano, una delle realtà storiche di Montalcino. Ed ancora, tra le curiosità in qualche modo legate al vino, c’è anche lo stilista Renzo Rosso, patron di Diesel e produttore con la sua Diesel Farm a Marostica, nel Vicentino, che ha messo insieme un patrimonio personale di 2,5 miliardi di euro, che ne fa il 916esimo uomo più ricco del mondo.

Copyright © 2000/2019


Contatti: info@winenews.it
Seguici anche su Twitter: @WineNewsIt
Seguici anche su Facebook: @winenewsit


Questo articolo è tratto dall'archivio di WineNews - Tutti i diritti riservati - Copyright © 2000/2019

Altri articoli