Piccoli, ma significativi segnali di ripresa per il vino europeo e italiano nei mercati fuori dal Vecchio Continente. A marzo 2026, l’export del vino europeo (e dei prodotti a base di vino) nei Paesi terzi ammonta a 3,6 miliardi di euro, ovvero -6,5% sullo stesso periodo 2025, per un dato che migliora il -7,3% del bimestre gennaio-febbraio ed il -11% di gennaio (sempre su base annuale). A scattare la fotografia è l’Overview of Eu agri-food trade (Directorate-General for Agriculture and Rural Development) della Commissione Europea, analizzato da WineNews, e che mostra, a marzo, segnali di crescita per le esportazioni del vino continentale pur in un contesto che rimane complessivamente difficile e ancora lontano dai numeri dello scorso anno. La ripresa si vede anche dai volumi, a 31,2 milioni di tonnellate, e, per la prima volta, in positivo nel 2026 (+0,2%).
Rispetto al primo trimestre 2025, le esportazioni di vino europeo negli States, il principale mercato, a marzo 2026 sono calate del -19,3% per un valore di 1 milione di euro, ma, comunque, in grado di migliorare il -22,5% del confronto tra primo bimestre 2025 e primo bimestre 2026. La Gran Bretagna, a marzo 2026, è cresciuta del +6,9% su marzo 2025 con il dato trimestrale a 657,3 milioni di euro, vicino al pareggio (-1,6%). Se gli Stati Uniti scendono, altri mercati salgono: la Russia, ad esempio, con 124,1 milioni di euro nel trimestre cresce del +40,5%; il Brasile, con 44,3 milioni, segna +3,9%.
Di riflesso, il miglioramento, rispetto al trend di febbraio, riguarda anche l’Italia, con il vino italiano che, a livello di “peso”, incide per il 29,3% sul totale del vino Ue esportato nei primi 3 mesi 2026. Da gennaio a marzo 2026, il vino italiano ha di poco superato 1 miliardo di euro di export nei mercati extra Ue: e se il dato complessivo rimane negativo, e, quindi, a -11% sul primo trimestre 2025, si nota un miglioramento su febbraio quando il risultato bimestrale riportava -15% sullo stesso periodo 2025. Nei primi 3 mesi 2026 le esportazioni verso gli Stati Uniti ammontano a 433 milioni di euro (-20,8%), un andamento che ha permesso di ridurre il “gap” bimestrale visto a febbraio a -27,2%. In ripresa anche la Gran Bretagna con la quota export a 158,9 milioni di euro: -8,8% sul primo trimestre 2026, ma era -12,9% nel bimestre.
A marzo 2026, rispetto a marzo 2025, e quindi mese su mese, l’Italia ha numeri migliori in mercati chiave come quelli del Canada (35,5 milioni di euro, +4,4%) e della Svizzera (37,3 milioni di euro, +0,4%), pur con un cumulativo trimestrale ancora in “rosso”. E cresce, in ciascuno dei primi 3 mesi 2026, in Paesi dalle grandi potenzialità come Russia (46,5 milioni di euro, + 49,1%) e Cina (20,2 milioni di euro, +16,2%), e, tra gli “emergenti”, sigla un +10,9% in Brasile, rispetto al primo trimestre 2025, per un valore di 9,76 milioni di euro.
La Francia, il principale competitor dell’Italia, ha avuto un andamento migliore tanto che, nei primi 3 mesi 2026, ha esportato vino nei mercati extra Ue per 1,7 miliardi di euro, -4,3% sullo stesso periodo 2025.
Presto, ovviamente, per parlare di ripresa in quanto serviranno altre conferme: ma il trend, già evidenziato dai dati Istat di febbraio analizzati da WineNews, lascia, perlomeno, intravedere un po’ di sereno.
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