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IL “CASO” AMPELOGRAFICO

Dal Presidente della Repubblica Mattarella, all’uva Mattarella: la storia curiosa del vitigno veneto

Coltivato nel Polesine, si chiama come l’attuale Capo dello Stato, ma la sua storia è antica e deve il nome alla forma e alla produttività altalenante
Italia
L'uva Mattarella, antico vitigno del Veneto

Probabilmente il “diretto interessato” non lo sa, come non lo sapranno molti altri. Ma in un Paese come l’Italia che ha avuto per primi Presidenti del Consiglio due produttori di vino (tra le molte altre cose), come Camillo Benso di Cavour e Bettino Ricasoli, il caso ha voluto che un vitigno si chiamasse come l’attuale Presidente della Repubblica, Mattarella. Una delle tante curiosità e storie, grandi e piccole, che la diversità del vino italiano può raccontare.
Una varierà di uva bianca veneta, con un secolo di storia conosciuta, ma probabilmente molto più antica (ed il cui nome deriverebbe dalla varietà di foglie trilobate, quadrilobate e pentalobate sulla stessa pianta e addirittura sullo stesso tralcio, e dalla capacità produttiva molto altalenante), che ha trovato dimora nel Polesine, in provincia di Rovigo, e tradotta in vino da poche cantine, come l’Azienda Agricola Comini Vittorio, aderente all’Associazione Vini Storici Polesani, che punta sulla riscoperta ed il recupero di varietà storiche ed autoctone, anche su impulso di un movimento che abbraccia tutta l’area, stimolato da esperienze di successo come quella, nei vicini Colli Euganei, di Elisa Dilavanzo, che con la sua cantina Maeli, ha scommesso con decisione sul Moscato Giallo.

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