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FORUM MONDIALE DELL’ENOTURISMO

Esperenziale, interattivo & smart: ecco il futuro del turismo enogastronomico mondiale

Esperti di 52 Paesi hanno analizzato i trend del settore al World Forum on Gastronomy Tourism dell’Unwto-Organizzazione mondiale del turismo a Bangkok
ENOTURISMO, TURISMO, TURISMO GASTRONOMICO, Mondo
Le nuove tecnologie al centro del World Forum on Gastronomy Tourism dell’Unwto

Se l’enogastronomia si conferma uno dei maggiori driver nella scelta delle mete di viaggio, il ruolo delle nuove tecnologie anche in questo processo, in linea con ciò che avviene nel turismo in generale, è sempre più rilevante. Quando pianifica un viaggio e le esperienze da provare, il 95% dei viaggiatori cerca informazioni sul web e il 40% legge le recensioni degli altri utenti prima di prenotare (fonte: Google Traveller Report). Ma solo il 19% prenota online le attività a cui intende partecipare. Il mercato dei portali di esperienze presenta, quindi, ampi margini di crescita, considerando che solo il 3% del totale delle vendite di questo segmento è attribuibile alle Ota-Online Travel Agencies (dati: Phocuswright, 2017). Passa anche da qui il futuro del turismo enogastronomico mondiale, settore che rappresenta un vero e proprio fenomeno internazionale, capace di rinnovarsi e reinventarsi sin dalla sua nascita negli anni Novanta, al centro del World Forum on Gastronomy Tourism, il Forum mondiale sul turismo enogastronomico promosso dall’Organizzazione mondiale del turismo (Unwto), dal Governo della Tailandia e dal Basque Culinary Centre, nei giorni scorsi a Bangkok, con esperti accademici di 52 Paesi, operatori del settore ed esponenti di Governo a confronto sulle opportunità che le innovazioni tecnologiche potranno offrire in termini esperienziali e di coinvolgimento.
“La gastronomia è un importante driver nella scelta di una destinazione, tuttavia, il turismo gastronomico deve ancora essere compreso nella qualifica di patrimonio culturale immateriale - ha detto in conclusione del Summit Zurab Pololikashvili, segretario generale dell’Unwtoil - e deve saper sfruttare la tecnologia per raccontare storie di persone e luoghi, così da preservare e promuovere l’autenticità nelle comunità locali”. Al centro del Forum, c’è “un tema importantissimo per l’Italia”, ha ricordato all’Adnkronos la professoressa Roberta Garibaldi, coordinatore dell’Osservatorio sul turismo enogastronomico italiano, che ha rappresentato l’Italia, il cui patrimonio enogastronomico può ancor più “trasformarsi in un potente driver di promozione e commercializzazione turistica. I numeri parlano chiaro: da anni il segmento aumenta a doppia cifra, in tutto il mondo. Lo confermano il Food Travel Monitor, ma anche le recenti ricerche condotte da Ipsos per Enit, da Unioncamere - Sicamera e dal Censis. E il giro d’’affari complessivo, che oggi è stimato in circa 2,5-3 miliardi di euro per l’Italia, è destinato ad aumentare nei prossimi anni. Un’espansione che trova un importante supporto nella recente e sempre più presente digitalizzazione”.
Nel Forum, il tema cardine è stato affrontato sotto molteplici punti di vista. L’innovazione tecnologica si traduce in piattaforme che facilitano il contatto tra produttore e utente finale prima del viaggio e la fidelizzazione di questo dopo il ritorno. Si declina in nuovi strumenti che, durante la vacanza, contribuiscono a rendere l’esperienza turistica più coinvolgente e interattiva, consentendo all’utente di esserne co-creatore. Fornisce supporti per l’analisi dei Big Data da parte delle destinazioni, consentendo di trasformare il mero dato numerico in evidenze su cui è possibile basarsi per prendere decisioni strategiche. Ma si può anche tradurre in sistemi che consentono di tracciare l’intera catena di approvvigionamento del cibo, garantendo al tempo stesso una maggiore qualità per il consumatore e una protezione contro le possibili frodi per il produttore.
L’appuntamento di Bangkok è stato occasione anche per presentare buone pratiche di turismo enogastronomico. Tra queste, spicca la Tailandia, padrona di casa. La cucina Thai, famosa in tutto il mondo, ha le sue radici nell’agricoltura che è stata la fonte di sostentamento del Paese ancor prima dell’avvento del turismo. Ora il Governo sta collegando i due settori con una serie di nuove iniziative. A livello culinario, lo scorso anno, ricorda l’Adnkronos, è stata lanciata la prima Guida Michelin Bangkok, con 3 ristoranti premiati da 2 stelle, 14 con una stella (tra cui lo chef italiano Amerigo Sesti, del celebre J’Aime) e 35 Bib Gourmand. Anche la Corea sta assistendo a una fioritura delle esperienze legate a turismo e agricoltura. Negli anni recenti il crescente interesse verso il Kimchi, il famoso piatto a base di cavolo fermentato, e la pasta di soia, ha creato un turismo in visita alle fattorie produttrici che ha coinvolto oltre 2 milioni di persone. Singapore, che ha come primo mercato la Cina, il secondo l’India e il terzo il mercato musulmano, ha scelto un interessante metodo di promozione. Il tema della cultura e dei prodotti enogastronomici Peranakan, in una versione romanzata, sono inseriti nelle popolari serie televisive The Little Nyonya diffuse attraverso Netflix. Basta pensare che 86 milioni di viaggiatori in Cina guardano Netflix per comprenderne la portata.
Il turismo enogastronomico può rappresentare, dunque, la base per uno sviluppo sostenibile del territorio. Può stimolare la nascita di politiche e strategie atte alla preservazione delle identità culinarie, rafforzare il processo di crescita e partecipazione della comunità e contribuire a creare nuovi posti di lavoro. A tal proposito, le nuove tecnologie potranno svolgere un ruolo fondamentale. Costituiranno dei facilitatori, contribuendo a preservare l’utenticità e a valorizzare l’esperienza turistica. Forniranno, inoltre, un collegamento diretto tra l’utente e i piccoli produttori, ancora oggi debole. Per una crescita armoniosa del segmento, appare però opportuno e necessario agire su più fronti. A livello di governance, promuovendo l’integrazione tra produttori agroalimentari e le piccole e medie imprese del turismo e favorendo la digitalizzazione attraverso specifiche misure di sostegno. Verso il consumatore, aumentandone il coinvolgimento e il contributo nella creazione dell’esperienza turistica anche attraverso i social media. Dal punto di vista della ricerca, attraverso studi che consentano di capire i modelli di comportamento del turista e l’impatto economico di questo segmento. Tutti temi che saranno discussi nel prossimo Forum mondiale, in Europa, a San Sebastián nel 2019 e nelle Fiandre nel 2020.

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