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Finanza & Mercati / Imprese

Venga da noi in campagna. A fare la spesa. Sono circa 50mila le imprese agricole italiane che vendono i propri prodotti all’utente finale senza intermediari. Una formula che in pochi anni ha fatto crescere il loro fatturato del 25%. Per Paolo Bedoni, presidente Coldiretti, è tutto merito di una rinnovata attenzione alla genuinità … Si produce e si vende. Direttamente in campagna, con fatturati che sono cresciuti in pochi anni di oltre il 25 per cento. Il presidente Coldiretti, Paolo Bedoni, spiega caratteristiche e prospettive di un settore che ha saputo sfruttare le potenzialità del territorio.
Presidente Bedoni, come spiega questi dati record?
C’è la necessità per i consumatori di garantirsi qualità, freschezza e sicurezza d’origine del cibo che si porta in tavola. Un’esigenza che è cresciuta dopo i recenti scandali alimentari e che se da una parte ha portato molti progressi con una etichettatura più trasparente per gli alimenti, dall’altra ha favorito la ricerca di un rapporto più diretto tra produttore e consumatore. Con gli acquisti in campagna è possibile verificare personalmente coltivazioni, tecnologie e addirittura parlarne direttamente con i responsabili. Un’opportunità unica alla quale si aggiunge addirittura l’occasione di risparmiare.
Che tipo di imprese sono coinvolte?
Tra le oltre 50 mila imprese censite nel rapporto della Coldiretti esiste una varietà di soluzioni che differiscono per prodotto, organizzazione e servizi aggiunti. Dalla semplice offerta di ortofrutticoli freschi lungo la strada di confine alla gestione di ordini complessi on prodotti anche trasformati in azienda che vengono consegnati direttamente a domicilio. Molte aziende offrono la possibilità di assistere alle lavorazioni dei formaggi o delle conserve mentre altre organizzano veri e propri tour dentro l’azienda e alcune addirittura insegnano come utilizzare i prodotti con veri e propri corsi di cucina. E ancora diffusa è la partecipazione a fiere o mercati rionali nei paesi e anche nelle città. Nonostante le diverse modalità di vendita esiste un elemento comune che si fonda sulla necessità di dare il maggior numero di informazioni e sul fatto che mai come in questo caso è il produttore a metterci la faccia.
Come incide tutto questo sui costi e i ricavi delle aziende e sulla struttura distributiva? C’è qualcuno che gioisce e qualcuno no?
Per le imprese agricole si tratta di un’occasione per vendere senza intermediazioni e far conoscere direttamente le caratteristiche e il lavoro necessario per realizzare una specialità territoriale unica e inimitabile. Un incentivo alla concorrenza, ma anche un freno alle speculazioni con le note moltiplicazioni del prezzo dal campo alla tavola con un vantaggio evidente per i consumatori e gli agricoltori che certamente non fa piacere a quanti fanno della mancanza di trasparenza un’opportunità di guadagno.
Quali sono i prodotti maggiormente commercializzati?
Sono quelli della dieta mediterranea con il vino, in testa a tutti, ma anche ortofrutta acquistata spesso dai vacanzieri lungo le strade durante gli spostamenti dell’esodo estivo e gli extravergine di oliva. Prodotti della tradizione agricola nazionale dove l’Italia può vantare primati dal punto di vista quantitativo e qualitativo come pure carne, salumi, formaggi e miele.
Un settore talmente in crescita che è stato creato anche un Osservatorio nazionale sugli acquisti in campagna.
La rapida affermazione de fenomeno rende necessario un sistema di monitoraggio per verificarne la crescita ma anche per individuare eventuali elementi critici da superare. Questi sono proprio gli obiettivi dell’Osservatorio che ha iniziato da poco la sua attività.
Il fenomeno degli acquisti dei prodotti in azienda è solo italiano?
No, la vendita diretta è una realtà diffusa in molti Paesi sviluppati, accanto alle grandi catene distributive, cresce la domanda dei cittadini per l’acquisto dei prodotti in campagna. Per superare le distanze geografiche che separano i centri agricoli dalle città, in molte realtà urbane sono stati individuati spazi per i cosiddetti Farmers Market, i mercatini degli agricoltori nelle città, che stano riscuotendo grandi successi in Francia, Inghilterra e Stati Uniti dove il loro numero è cresciuto nell’arco di cinque anni del 30% toccando quota 3.700 e interessando anche le arre di prestigio di grandi centri come New York. Un obiettivo che è possibile raggiungere anche in Italia dando attuazione a quanto previsto dalla legge 231/2005, che impegna i Comuni a destinare spazi adeguati agli imprenditori agricoli che intendono vendere direttamente i loro prodotti, in modo da migliorare l’accesso ai mercati degli alimenti locali. Un’opportunità che non è stata ancora pienamente sfruttata.

Vendite dirette - La Toscana guida la classifica delle regioni davanti alla Lombardia. Grazie soprattutto alle cantine
Sono solo il 5% ma fanno i numeri. Sono le imprese agricole italiane coinvolte nel fenomeno degli acquisti in campagna e iscritte alla camera di commercio. La quota maggiore si registra nel Nord-Ovest (8%) e nel centro Italia (6,3%), ma sono in forte crescita quelle del Nord-Est (4%) e del Mezzogiorno (3,9%). In totale 48.650 aziende, per 2,4 miliardi di euro di valore degli acquisti effettuati direttamente in loco e che nell’arco degli ultimi cinque anni hanno fatto segnare la crescita record del 25 per cento.
Secondo il rapporto Coldirett-Agri2000 sono 21mila le cantine nelle quali è possibile acquistare vino, il prodotto maggiormente commercializzato direttamente (con il 41% delle aziende totali), seguito dall’ortofrutta, ortofrutta acquistata spesso dai vacanzieri lungo le strade durante gli spostamenti estivi (23,5%), dall’olio d’oliva con il 16%, dalla carne e dai salumi con l’8%, dai formaggi comprati in malghe e caseifici con il 5%, mentre più ridotto è il numero delle imprese che offrono miele(1%).
Dall’analisi dei luoghi nei quali è possibile fare acquisti, emerge che due imprese su tre utilizzano locali adatti all’interno dell’azienda dove vengono utilizzate anche strutture di facile allestimento da sistemare lungo i confini con le strade più trafficate, mentre molto diffusa (23,8%) è la partecipazione a mercati e fiere locali e rimane ancora minoritaria l’apertura di punti vendita esterni situati ad esempio nelle città (2,2%), ma anche la consegna a domicilio (2,4%) che in alcuni casi si affianca alle altre modalità di commercializzazione.
La regione nella quale è più facile acquistare vino direttamente dalle cantine, olio dai frantoi o formaggi dai caseifici è la Toscana, con 7.500 imprese agricole, seguita dalla Lombardia (11%) e dall’Abruzzo (10,4%), ma con una significativa diffusione anche in Emilia-Romagna (6,8%). Se si considera l’incidenza delle aziende agricole in vendita diretta sul totale, il primato spetta alla Liguria con il 14% che supera di poco la Toscana (13,7%), l’Abruzzo (13,5%) e la Lombardia (12%).

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