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Finanza & Mercati

Il vino nasce in un bosco di antenne. In settant’anni la famiglia ha progettato, costruito e distribuito l’80% dei sistemi di ricezione audio video in Italia. Oggi guida un gruppo multinazionale. E ha aperto una nuova frontiera in cantina. Obiettivo 1 milione di bottiglie ... Dalle antenne alla produzione enologica. La storia è quella di una famiglia numerosa con due grandi passioni: radiofrequenza e vino. Costruttori di apparecchi interfono e radio, i fratelli Fraccaro, nei lontani anni Trenta, fondarono a Castelfranco Veneto in provincia di Treviso l’azienda madre di quello che oggi è un gruppo, con società anche all’estero, leader nella distribuzione di segnali audio e video.
Un errore di trascrizione del cognome, che i fratelli Fraccaro vollero mantenere, diede così vita al marchio Fracarro Radioindustrie. Nel 1979 l’azienda si è trasformata in una Spa. Umberto Fraccaro Genovese venne nominato amministratore delegato di un’impresa in grande espansione che ha saputo intuire e guidare anche l’avvento della comunicazione satellitare, sviluppando prodotti e soluzioni utilizzati in tutto il mondo. Oggi l’impresa di famiglia è un gruppo di dimensioni e respiro internazionali con sedi in Francia, Spagna, Portogallo, Inghilterra, e attiva anche nel mercato della sicurezza attiva. Inoltre 70 anni di storia la famiglia Fraccaro Genovese ha progettato, costruito e distribuito l’80% dei sistemi di ricezione video in Italia, contribuendo a scrivere la storia della televisione nel nostro Paese.
Ma lo spirito imprenditoriale della famiglia non si esaurisce qui. È infatti sull’altra grande passione dei Genovese che si concentrano in questi ultimi anni sforzi e investimenti: il vino. L’acquisto di una prestigiosa proprietà a Lison di Portogruaro, nel cuore delle terre divise tra il Veneto Orientale e la bassa friulana, tra il Livenza e il Tagliamento, è il primo passo. Anni di perfezionamento del prodotto, ricerche enologiche e poi il mercato. Con queste premesse la famiglia Genovese vuole realizzare, attraverso la tenuta Mazzolada, l’ambizioso obiettivo del milione di bottiglie vendute entro il 2010.
Attualmente la tenuta copre un’area totale di 125 ettari, di cui 87 coltivati a vigneto, interamente in zona a Denominazione di Origine Controllata. Di questi, 42 ettari sono coltivati con vigne che producono uve rosse, Merlot, Cabernet Franc, Cabernet Sauvignon e il Refosco dal peduncolo rosso. I vigneti coltivati per le varietà bianche sono invece il Pinot Bianco, lo Chardonnay, il Pinot Grigio, il Tocai italico ed il Sauvignon. Su quest’area sono stati spesi negli ultimi anni, tra adeguamento dei macchinari, ricerche enologiche, investimenti sui vigneti e il controllo qualità, circa 4 milioni di euro. Questa massiccia opera di modernizzazione ha portato alla realizzazione di vigneti di nuovo impianto (circa il 70% dell’attuale composizione della tenuta) con una densità di 2.400-3.500 viti per ettaro.
Anche la cantina è stata dotata di moderne attrezzature, con il 100% dei contenitori in acciaio inox e botti e barriques francesi per l’affinamento dei vini in legno, con un potenziale produttivo di 450mila bottiglie. Intanto sta per partire una massiccia fase di promozione che si dispiegherà meglio nel 2007. L’azienda che nel 2005 ha esportato il 17% delle bottiglie punta infatti a una affermazione nel mercato casalingo che passa anche attraverso una campagna di immagine.
Nel progetto Mazzolada si è impegnata tutta la famiglia. Il presidente e amministratore delegato è Renato Genovese mentre siede nel consiglio di amministrazione con competenze nell’area commerciale e marketing, Nello Genovese, amministratore delegato anche della Fracarro Radioindustrie. In un mercato competitivo come quello del vino la tenuta Mazzolada vuole giocare la carta della tradizione e della qualità del prodotto.

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