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Finanza&mercati

Il satellite ordinò: “Vendemmiate” ... Vini della Delizia monitorizza i vigneti grazie a un progetto tra i primi in Italia. Dall’alto si decide quando e come inteenire coi trattamenti in vigna... Un futuro con un grande passato alle spalle. È la storia della prima cantina produttrice di vino del Friuli Venezia Giulia, terra da dove arriva il 6 per cento del vino italiano. Si tratta della cooperativa Vini della Delizia che quest’anno festeggia i 75 anni di attività. E per guardare al passato con rinnovato spirito innovativo e di ricerca, la cantina friulana, quinta in Italia per esportazione di vino nella grande distribuzione Usa, ha avviato un ambizioso programma di monitoraggio dei vigneti del territorio attraverso un satellite. Primo in Friuli Venezia Giulia, e uno fra i pochi in Italia, il progetto prevede l’utilizzo delle tecniche di rilevamento di precisione satellitare. Al centro del nuovo sistema, realizzato in collaborazione con l’università di Trieste e l’Ersa, l’ente di sviluppo agricolo regionale, c’è il satellite americano Ikonos, già impiegato in passato nelle missioni di guerra in territorio afghano, che vigila sui vigneti di Friuli Venezia Giulia.
Vini della Delizia è ubicata al centro della grande zona di produzione dei magredi, ossia un territorio particolarmente vocato alla coltivazione della vite grazie alla caratteristica data dalla presenza di ciotoli nel terreno che immagazzinano il calore durante il giorno e lo rilasciano nella notte e consentono così di mitigare le temperature durante l’anno. Un territorio interessante che insiste in parte nella provincia di Pordenone e, in parte, in quella di Udine dove sono presenti produttori di vini rinomati e di ottima qualità. “Questo nuovo sistema tecnologico - dice Giuseppe Colussi, presidente della cantina Vini della Delizia - ci aiuterà a capire con una precisione prima impensabile su come e quando raccogliere le nostre uve, se le nostre vigne stanno crescendo bene e in buona salute o se sono minacciate da qualche malattia. Una necessità particolarmente sentita da una realtà produttiva come la nostra che ha volumi notevoli e per la quale si rende sempre più necessario diversificare e ottimizzare la produzione”. Tecnologia e tradizione, dunque, per la prima cantina friulana che nel 2006 ha potuto contare su una vendemmia dai buoni risultati.
“La produzione 2006 si riconferma di ottimo livello - continua Colussi -, ma potrà contare anche su una carta in più: una profumazione intensa e decisamente interessante, dovuta alle temperature piuttosto alte e al di sopra della media stagionale registrate nella prima metà di settembre”. La cantina Vini della Delizia che ha sede a Casarsa della Delizia in provincia di Padova, città dove visse Pier Paolo Pasolini, ha iniziato la sua attività nel maggio del 1931 quando, settanta pionieri friulani, decisero di unire le proprie forze e raccogliere le energie per creare insieme una grande cooperativa vitivinicola. Ad oggi i soci sono 830, gli ettari di vigneti coltivati quasi duemila e 250mila i quintali di uve lavorate in media all’anno. Una realtà profondamente radicata nel territorio, ma anche aperta e sensibile all’innovazione, in grado di rispondere alle nuove sfide proposte dal mercato con l’utilizzo di tecnologie altamente sofisticate, quali la modernità degli impianti e dei metodi di lavorazione senza per questo dimenticare la cultura storica del saper fare vino. Storia, tecnologia che hanno portato la cantina Vini della Delizia a rappresentare il fiore all’occhiello della produzione vitinivicola del Friuli Venezia Giulia, terra rinomata per i suoi bianchi e che l’hanno posizionato al terzo posto nel Nordest fra i produttori di vino.
Vini della Delizia con oltre il 20 per cento del vino prodotto in Friuli Venezia Giulia è sempre più interessata a conquistarsi nuove fette di mercato nazionale e internazionale dopo aver consolidato la sua presenza anche in Russia. Da poco, per fare fronte alle esigenze di richieste da parte della grande distribuzione, ha immesso sul mercato una nuova linea di vini medio alti, denominati Vignal, che comprende bianchi e rossi. La linea di Vignal si caratterizza non solo per la qualità di ottimo livello grazie ad accurate selezioni di uvaggi, ma è stata oggetto di attenzione anche per il marketing con una innovativa e sofisticata etichetta.
(arretrato dei Finanza&Mercati del 28 novembre 2006) 

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