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Finanza&mercati

Fra Europa e Canada volano calici e boccali ... Tra Canada ed Europa è guerra aperta. L’Unione europea ha chiesto ufficialmente l’intervento del Wto, l’organizzazione mondiale del commercio, per bloccare il regime fiscale che il Canada sta per adottare su birra e vino, discriminate nei confronti dei prodotti provenienti dal resto del mondo, Europa compresa.
Il Parlamento di Ottawa sta discutendo un provvedimento che abolirebbe le imposte statali su birra e vino prodotti da malto e uve locali, mantenendo invece le tasse in vigore sui prodotti di importazione. Il sistema, secondo la Commissione europea, è già in vigore da luglio anche se ancora in via provvisoria: non è regolato da una legge, ma si poggia su un provvedimento di carattere amministrativo approvato dall’equivalente canadese dell’Agenzia delle entrate. Un regime che viola palesemente le regole mondiali del Wto, contrarie alla discriminazione verso i prodotti stranieri, una volta entrati su un mercato domestico – “La misura introdotta in Canada è illegale e raccomandiamo il governo di porre fine a questa concorrenza sleale, ha detto Mariann Fischer Boel, commissario europeo all’Agricoltura.
Intanto il Canada, per difendere il suo vino e le sue birre (Molson, Labatt, Carling e Moosehead), non sembra intenzionata a fare retromarcia, al contrario, il Parlamento sembra vicino a dare semaforo verde alla legge. Da qui nasce la richiesta europea di intervento al Wto. Nel 2005 la Ue ha esportato in Canada vino per 436 milioni di euro, facendo del Paese il quarto sbocco mondiale dopo Stati Uniti, Svizzera e Giappone. Il valore della birra esportata, invece, è stato 110 milioni di euro. Solo nove giorni fa la Commissione europea aveva anche espresso un richiamo formale nei confronti dell’India, colpevole di avere adottato un regime fiscale discriminante verso vino e whisky di importazione.

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