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Finanza&mercati

Qualità e legame con il territorio per rilanciare il made in Italy. Lanzillotta: «Servono le nuove regole e meno burocrazia» ... Forum Symbola... Il fattore dimensionale come freno alla crescita del made in Italy. È stato questo il nodo centrale del Forum Symbola di sabato scorso, presieduto dall’amministratore delegato di Unicredit, Alessandro Profumo. Secondo il numero uno della banca, aiutare le piccole imprese del manifatturiero italiano a crescere significa «tutelare la ricchezza del nostro Paese». È stato poi Ermete Realacci, presidente di Symbola, a riproporre in modo più esplicito anche il tema, oggi controverso, dei distretti produttivi rilanciando la necessità di «scommettere sulla qualità legata con il territorio». Una sfida che passa anche dalla pubblica amministrazione e dalla semplificazione della macchina burocratica a livello locale e nei rapporti il sistema delle imprese: servono «nuove regole per i mercati e far guadagnare all’Italia nuova reputazione e attrarre nuovi investimenti», ha affermato il ministro per gli Affari regionali, Linda Lanzillotta, chiudendo i lavori del Forum.
Secondo il rapporto Unioncamere-Mediobanca che ha monitorato 4mila medie imprese, questa coorte di aziende rappresenta il vero perno dell’industria del made in Italy (TAC, agroalimentare, legno-arredo, meccanica leggera, meccatronica), mantenendo anche nel triennio 2003-2005, l’80% della produzione in Italia con una filiera formata in media di 244 fornitori e 1.155 clienti. Se fino al 2002 queste imprese avevano posto l’attenzione soprattutto sul processo di selezione della filiera produttiva territorializzata nei distretti, presso la quale acquistavano l’80% delle merci e dei servizi incorporati nei prodotti finali - ha affermato nella relazione di apertura il presidente di Aaster e membro del Comitato scientifico di Symbola, Aldo Bonomi - nell’ultimo triennio, i principali investimenti sono stati compiuti a valle della filiera produttiva: sulla rete di vendita diretta e indiretta, sull’acquisto di marchi, sull’assistenza ai clienti, cioè proprio sulla costruzione della ragnatela del valore.
(arretrato di Finanza&Mercati del 19 dicembre 2006) 

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