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Finanza&mercati

Alleanze e Venezia nei piani di Verona ... La società fieristica scaligera ha registrato risultati positivi nell’arco del 2006: ora è pronta ada aggredire il mercato grazie a un ambizioso programma triennale che prevede forti investimenti per riqualificare gli spazi espositivi e per aumentare la propria presenza all’estero. Ma è anche già pronto un progetto per rilanciare la Fiera in Laguna... Internazionalizzazione, accordi, nuove manifestazioni, riqualifica del quartiere espositivo e un profondo sguardo a Venezia. Verona Fiere, dopo un 2006 archiviato con risultati nettamente al di sopra delle attese, ha già in canna le munizioni per crescere ulteriormente sul mercato fieristico, consolidando così una posizione conquistata a fatica negli anni. Giovanni Mantovani, direttore generale della società, ha illustrato a F&M Imprese le strategie di sviluppo del gruppo.
«In un mercato fieristico italiano ed europeo sostanzialmente fermo - afferma Mantovani - siamo cresciuti di circa il 15% con ricavi superiori ai 70 milioni di euro, grazie all’estrema chiarezza sui prodotti che proponiamo, la qualità dei servizi, e soprattutto al successo di alcune nostre manifestazioni». Risultati frutto dell’organizzazione in business unit di Verona Fiere, che ha permesso al gruppo di superare nel 2006 i 600mila metri quadrati venduti, il milione di visitatori e oltre 15mila espositori. «Nel corso dell’anno - prosegue - abbiamo accresciuto il numero delle nostre manifestazioni (circa il 90% è organizzato direttamente), soprattutto nel settore dell’edilizia eco-compatibile e in quello della modellistica». Ma a far volare alta Verona, sono stati anche gli accordi con alcune associazioni, come l’Unione italiana vini, che ha dato una forte spinta al Vinitaly, esportata oggi in diversi Paesi del mondo e riconosciuta da tutti come la manifestazione «leader livello mondiale di tutto il settore» Ma i numeri, secondo Giovanni Mantovani, contano molto più delle parole: nel 2006 la percentuale di visitatori esteri è cresciuta notevolmente, «segno che siamo stati in grado di costruire una fiera che va incontro alle esigenze delle imprese e a quelle dei clienti».
E per il 2007, Verona Fiere non ha intenzione di lasciare nulla al caso, potenziando ogni aspetto della propria struttura, per offrire servizi ancora migliori. «Nell’arco dei prossimi tre anni - illustra - faremo un grosso intervento di riqualifica del nostro spazio espositivo per circa 68 milioni di euro: dalla tecnologia al comfort dei padiglioni, passando per una struttura logistica più efficiente». Ma non solo. Nel business plan, è previsto anche un investimento di 10 milioni per crescere all’estero attraverso alleanze con altri operatori europei, anche italiani, per dare una maggiore spinta di internazionalizzazione, senza escludere la possibilità di acquisire direttamente delle manifestazioni.
«Tutte le opzioni sono aperte, e il nostro obiettivo è di arrivare al 20% dei ricavi dall’estero nel triennio dall’attuale 8 per cento». A questo, si aggiunge anche lo sviluppo di tutta la macchina Fiera, attraverso il potenziamento della struttura organizzativa, marketing, servizi di qualità e di approccio al mercato. La parola chiave è «alleanza» e Mantovani non esclude che in futuro alcuni investitori privati ognuno con una quota del 10%) per cercare di sviluppare un nuovo quartiere. Noi come Verona Fiere chiediamo che sia messo a disposizione un unico spazio espositivo sulla terraferma, già individuato e che bene si presterebbe ad essere adattato ad esposizioni fieristiche. Oltre a questo, il progetto prevede un aumento della quota da parte del Comune, senza escludere un possibile ingresso della Regione Veneto. Perché se poco Venezia si presta a manifestazioni molto grandi, potrebbe però diventare un luogo per le fiere di alta qualità».

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