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I Viaggi Di Repubblica

Calici in alto - Campania, Aglianico, antico dono degli dei ... Stupitevi pure, ma contrariamente ai luoghi comuni sentenziamo che il futuro della Campania è nei rossi. Non è un gran scoperta direte voi viste le performances di etichette come Patrimo (Feudi San Gregorio) Montevetrano, Falerno del Massico ( Villa Matilde), Terra di Lavoro ( Galardi), Però se ne sente parlare come di rare perle. Certo ora che s’approssima la claura estiva, Greco, Falanghina (ottima per rapporto qualità-prezzo quella di Solopaca) e Fiano scorreranno a fiumi. E comunque è da apprezzare che generalmente la qualità sia in salita e alcune etichette siano davvero di grande spessore. Ma se volete cogliere l’anima di questa terra e anche una antica novità allora cercate l’Aglianico.

L’antico vitigno Ellenico arrivato nel Sud dell’Italia forse da Micene che la Bordeaux del mondo antico. Si conosce quello lucano, si conosce il Taurasi, ma noi abbiamo avuto modo di degustare l’Aglianico del Sannio e quello Cilentano e ci hanno stupito per ampiezza, per spettro olfattivo, per lunghezza. Addirittura questi vini che ricordavano pesanti e talvolta duri così da risultare poco espressivi, hanno acqistato anche una certa souplesse. E hanno venature speziate. E’ merito della barrique, ma anche di vigne anziane il cui frutto oggi vinificato al meglio consente concentrazioni impressionanti, corredo polifenolico robusto e tuttavia il vino risulta gentile per tannini davvero morbidi. Grande con le carni, grandissimo con i piatti mediterranei.

Le aziende: Cantina del Taburno (Foglianese), De Conciliis (Prignano), Caputo (Teverola), De Lucia (Starze) ...

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