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I Viaggi Di Repubblica

Calici in alto - Soave, un bianco delicato ... Se con la calura agostana cercate un vino che sappia accompagnare egregiamente il pesce, ma anche qualche sfizio gastronomico leggero (una salsetta tonnata, una burrata col pinzimonio, un freddo di vitella o di coniglio) dovete volgere lo sguardo a quella terra incantata che è la zona di Soave. Bisognerebbe vederle quelle vigne che si inerpicano su dolci declivi attorno al medievale castello: sono pettinate, ordinate, geometricamente pulite. Ecco, l’armonia del luogo dà meglio di ogni degustazione il senso della qualità di questo vino bianco delicato ed intenso. E proprio alla rivalutazione del terroir ha lavorato intensamente il Consorzio di tutela impostando una zonazione che finalmente ha consentito di differenziare i Soave a seconda che si chieda acidità o struttura, bouquet o corpo. Così oggi queste bottiglie di un bel giallo paglierino dove si riconoscono riflessi ora d’oro verde ora citrini possono puntare all’eccellenza enologica. Il Soave ha nella Garganega – autoctono antico e di gran profumo – la sua matrice che viene talvolta irrobustita, ma non sempre con esito moderno, con lo Chardonnay che pure qua acquista una raffinatezza che altrove gli è sconosciuta. Vinificazioni in legno in passato hanno sopperito ad una certa stanchezza, ma oggi si è tornati a privilegiare il vino fresco (giustamente) capace di raccontare, come in effetti fa, di fiori bianchi e frutti maturi con toni che vanno dalla pesca al mango e leggere note speziate. Un buon bere davvero.

Le migliori aziende del Soave: Pieropan, Coffele, Cantina Castello, Gini.

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