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I Viaggi Di Repubblica

Calici in alto - Toscana: Montescudaio, rosso etrusco ... La Toscana del vino nasconde enclave di raro pregio. Tre queste la Val di Cecina è terra da (ri)scoprire. L’occasione è offerta dalla Sagra dell’Uva di Montescudaio (dal 3 al 5 ottobre) e da un convegno a Montecatini Val di Cecina, il 4 ottobre, per raccontare “Doc Montescudaio”, vini d’antiche terre: dalla tradizione all’evoluzione”. Questa Doc è tra le più remote per fondazione e il suo areale (di fatto le colline che da Volterra guardano a semicerchio il mare di prima Maremma) è fin dalla lucumonia etrusca vocato alla vitivinicoltura. Isola di resistenza del Sangiovese tra i rossi e del Trebbiano tra i bianchi, ha compiuto un deciso balzo qualitativo negli ultimi due lustri con l’unione dei vitigni tradizionali e alcuni alloctoni. Dieci sono le aziende che aderiscono al Consorzio (tra le più note Poggio Gagliardo, Serra del Pino), che sposa attrattiva di paesaggio e grandi vini dal rapporto qualità-prezzo invidiabile. E ora arrivano altri (Castello di Querceto, Fattoria Fiamminga) a impinguare la pattuglia. Puntano su Merlot, Cabernet e Chardonnay. Sono vitigni che qui in forma del terroir assumono nuova personalità: di media struttura, dal bouquet ampio. Ma è il Montescudaio Rosso, dove il Sangiovese non può scendere sotto il 50%, il vino di punta. Ha mammola e ciliegia, lieve liquirizia, tabacco fresco e una acidità di base che gli consente di sfidare gli anni. Con la cucina toscana (zuppe, salumi, carni rosse, funghi che qui abbondano) è ottimo. E non attenta alla tasca.

Le migliori etichette: La Regola (Riparbella), Sorbaiano (Montecatini Val di Cecina), Ferrari (Cecina), Santa Maria (Montescudaio) ...

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