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I Viaggi Di Repubblica

Macerata: Il Pollenzo e i suoi rossi cavalieri ... Sorprendente l’Italia del vino. Nel volgere di pochi anni sconvolge la sua geografia produttiva e qualitativa. E così se fino a ieri delle dolci, affascinanti, autentiche campagne maceratesi si conoscevano quell’unicum che è la Vernaccia di Serrapetrona e il gioiello bianco, il Verdicchio di Matelica, oggi ci tocca felicemente registrate la nascita di nuovi grandi rossi che fondono gusto moderno con impostazione viticola rispettosa della consolidata esperienza. A rilanciare decisamente la notorietà di questa area (da frequentare per comprendere l’eleganza della ruralità) è il conte Aldo Brachetti Peretti che nella sua bellissima tenuta di Tolentino ha impostato un programma vitivinicolo di grande respiro affidando a Vincenzo Melia la supervisione enologica ed avvalendosi dei consigli di Giacomo Tachis. Ha messo a dimora il conte Brachetti Peretti cabernet, pinot nero, merlot, ma anche sangiovese con fittezze notevoli e ha realizzato una cantina che all’esterno è antica e all’interno ultramoderna. La tenuta “Il Pollenzo” è un luogo di raro fascino con le due ville padronali e l’immenso, armonico viale dei Tigli. La nobiltà del luogo si riflette nei due vini (Pollenzo e Cosmino) che debuttano ora sul mercato. Queste due bottiglie sono le testimonial di una qualità enologica diffusa sul territorio, altre cantine hanno realizzato rossi eleganti, pieni, interpreti del terroir. Compagni ideali di cucina piena ma mai spigolosa come quella maceratese: dai vincisgrassi al ciauscolo.

Le migliori aziende: Brachetti Peretti (Tolentino), La Monacesca (Civitanova), San Biagio (Matelica)

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