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I Viaggi Di Repubblica

Calici in alto - San Gimignano: Panizzi, l’alfiere della Vernaccia ... San Gimignano, bellissima nella sua attuale medievalità. Fa innamorare di sé turisti frettolosi, grandi viaggiatori e, soprattutto, chi sa farsi contagiare dal pulsare di un’aristocratica ruralità, dal respiro della storia che anima la Val d’Elsa. Questo coup de foudre è all’origine di una cantina che negli anni, con costante progresso qualitativo e molti sforzi, ha rilanciato la Vernaccia, nobilissimo vitigno che già Dante celebra nel Purgatorio. Un autoctono: quando l’amore per la terra prende il cuore diventa totalizzante, perciò Giovanni Panizzi ha insistito nella valorizzazione del patrimonio vitivinicolo di questo terroir. Un colpo di fulmine, si diceva. Giovanni - schivo nella sua lombarda determinazione, gentile nella sua capacità di sentire - lo provò sotto le torri 25 anni fa. Sì, oggi festeggia le nozze d’argento con San Gimignano e anche per questo è giusto rendere merito ai suoi vini. Acquistò proprio fuori le mura il podere Santa Margherita e oggi questa sua cantina capace di 200 mila bottigle, metà esportate ai quattro angoli del mondo, è l’alfiere della Vernaccia di San Gimignano. La Vernaccia di Panizzi è la sola ad aver avuto 3 bicchieri dal Gambero Rosso, Wine Spectator l’ha esaltata portandola ad assoluta eccellenza. Ma Giovanni oggi produce anche grandi rossi da Sangiovese e un olio finissimo. Sono il risultato di un quarto di secolo speso per la qualità assoluta, una love story con la Toscana capace di contagiare chiunque degusti questi vini che sono un inno alla gioia.

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