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I Viaggi Di Repubblica

Calici in alto - Puglia: il fascino antico del nero Troia ... Tutti ormai parlano dei vitigni autoctoni. Purtroppo l’informazione sull’enogastronomia ha preso una piega approssimativa pur d’accontentare pubblicità e smanie di protagonismo di qualche cronista domenicale. Sono questi improvvisatori con qualche granello di sabbia negli ingranaggi di una macchina delicatissima: quella della cultura del territorio. Senza la quale è inutile (stra)parlare dei vitigni autoctoni. Per fortuna i vignaioli hanno imparato a separare la gloria effimera dalla qualità reale. Così oggi in Puglia si riaffaccia con prepotenza un vitigno antico: il Nero di Troia. Entra nel disciplinare di diversi doc ma il territorio che più esalta questa uva arrivata con tutta probabilità dalla Spagna e impiantata nel ‘500 nella zone di Troja (da qui il nome) è quello di Castel del Monte, dominato dalla splendida architettura dell’ottagono magico di Federico II. L’impegno di alcuni enologi, primo fra tutti Moio, ha dato ampiezza di bouquet, freschezza e spessore al palato a questo vino. Si deve ad alcuni imprenditori viticoli il riaffermarsi del Nero di Troia e le sue potenzialità sono ottimamente espresse dal “Vandalo” una bottiglia di grande qualità prodotta dai fratelli Marmo nella Tenuta di Cocevola (un’antica masseria trasformata in relais rurale di fascino e dove si produce un extravergine di altissimo livello) sulla scorta di quella bottiglia siamo andati ad esplorare altri Nero di Troia in purezza o in uvaggio (sovente con Montepulciano) e abbiamo avuto conferma: ha davvero il fascino antico della terra.

Le aziende selezionate: Rivera, Torrevento, D'Alfonso, Crifo

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