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I Viaggi Di Repubblica

Tra i vitigni biologici ... Le importanti bottiglie prodotte nell’azienda del Castello di Vicarello Le prime bottiglie sono arrivate quest’anno sul mercato, l’annata 2004. Castello di Vicarello, un uvaggio di Cabernet Sauvignon, cabernet franc e petit verdot, e Terre di Vico, blend di merlot e sangiovese. Vini prodotti in quantità limitata, complessivamente sotto le 10 mila bottiglie, e filosofia biologica in una delle zone più incontaminate e pregiate della Maremma grossetana, angolo di Toscana che “Wine Spectator”, bibbia enologica mondiale e le riviste internazionali indicano come la nuova meta glamour.
Arrivare al Castello di Vicarello, un tempo chiamato Castello di Vico, abbarbicato su uno sperone da cui domina il mare e il poggio di Scansano, non è facile. Strade in terra battuta nel cuore della foresta di San Martino. Niente via vai di macchine, niente turisti mordi e fuggi. Giusto i rampolli di Aurora e Carlo Baccheschi Berti, proprietari di questo borgo-albergo, e i loro amici che scorazzano con mountain-bike e trattori. Non è a portata di tutte le tasche e le prenotazioni per lo più vengono dall’estero. Ad attrarre i turisti stranieri c’è anche il desco, alla vecchia maniera: prodotti della tenuta, cucinati lentamente in antiche pentole sulla grande cucina a legna, sì, proprio quella della nonna. Se ne occupa personalmente Aurora. Dopo 18 anni di vita a Bali, dove disegnava vestiti e tessuti per un atelier di grande moda, è diventata la castellana di una dimora allo stesso tempo raffinata e antica, esotica e contadina. Fa lei, a mano, le saponette all’olio di oliva. E guida i corsi di cucina che si tengono in alcuni periodi dell’anno. Il marito Carlo è sempre alla caccia degli ultimi ritrovati meno costosi ma più ecologici ed efficienti per alimentare le stufe in cotto rosso, unico sistema di riscaldamento di tutto il borgo. Con la stessa foga ecologica con cui si occupa della vigna e dei vini: firmati da Roberto Cipresso, uno dei più grandi wine-maker italiani.

Castello di Vicarello
Poggi del Sasso
Cinigiano (Grosseto)
Tel. 0564-990718
www.vicarello.it

Castello di Vicarello, Igt 2004, euro 45
Terre di Vico, Igt 2004, euro 78 

La parola al viticoltore - "Tutte vendemmie solamente manuali"...
“Non uso stabbio ma solo humus, che ottengo con i tralci potati che vengono poi macerati. Due ettari e mezzo attorno al castello e l’altro ettaro vicino a Buriano, hanno un impianto pensato per costituire un’ideale combinazione tra ambiente, vitigni e forma di allevamento. Reputo l’alberello libero l’opzione migliore, esteticamente e in termini di risultato enologico. Il ricorso alle varietà bordolesi non è per moda, sono convinto di poter esprimere al meglio la peculiarità dei suoli. Voglio produrre un vino in cui nessun vitigno sovrasti gli altri, in una sorta di equilibrio perfetto. Vendemmia rigorosamente manuale, lieviti selezionati, vinificazione in tini e affinamento in barrique. Senza alcuna filtrazione. Dal biologico ho intenzione di passare in tempi brevi al biodinamico”.
Carlo Baccheschi Berti

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