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Il Corriere Della Sera / Corriere Economia

Il mosto buono sta nelle botti antiche. E italiane ... Persino Napoleone e Garibaldi avranno avuto occasione di bere del buon vino rosso invecchiato nelle botti Garbellotto. Le origini di questa azienda di Conegliano Veneto, la più antica del mondo ancora attiva nella produzione di recipienti per la conservazione del vino, risalgono infatti a 232 anni fa, una tradizione tramandata da 8 generazioni. In termini di dimensioni è la più importante realtà del settore presente in Italia: impiega 70 dipendenti, fattura 14 milioni di euro annuo, il 30% realizzato con le esportazioni nelle aree del vino (Spagna, Grecia, Turchia, Cile, Argentina, Australia e Nuova Zelandia, Califomia) e ha una capacità produttiva tra botti e tini di 3 milioni e mezzo di ettolitri in 12 mesi. Le altre imprese, invece, hanno dimensioni per lo più artigianali. Garbellotto detiene altri primati: ha una quota di mercato di circa il 60% , è l'unica a essere in grado di produrre botti da 150 ettolitri e tini enormi di mille ettolitri, ha un reparto stagionatura di 14 mila metri cubi di legno, che per trasportarli occorrerebbero 700 tir, e ha realizzato la più imponente cantina d'invecchiamento mai realizzata al mondo; si trova in California e conta ben 712 tini da 166 ettolitri. Tutto partì nel 1775 quando Giuseppe Garbellotto, artigiano del legno, decise di specializzarsi nella realizzazione delle botti, un'attività che continuò a progredire grazie al buon nome e alla qualità dei prodotti fino al secondo dopoguerra. «Mezzo secolo fa - spiega Piero jr Garbellotto, 27 anni, uno dei pronipoti che insieme ai fratelli Piergregorio e Pieremilio conduce l'azienda - incominciò a sviluppare la produzione di botti in cemento, vetroresina e acciaio. Il mercato dei recipienti di legno accusò la crisi. Mio padre, per rendere l'impresa più competitiva con l'acquisto di grandi quantità di materia prima, allargò l'attività alla vendita di legname ai piccoli mobilifici. Questa intuizione salvò l'azienda che con la ripresa del mercato diventò anche l'unica in grado di far fronte a qualsiasi tipo di ordine, in termini di quantità e formato». Oggi - prosegue Piero jr - solo con la vendita di legname la società realizza 1140% del fatturato, una quota importante che ci permette di resistere bene sul mercato dei contenitori di vino, liquori e acquavite. Nonostante i progressi della tecnica, per garantire un adeguato processo d'invecchiamento il legno ancora oggi rimane l'unica soluzione valida". E così Brunello di Montalcino, Barolo, Barbaresco, Amarone, come la grappa Nardini, il cagnac e le numerose marche di amaro assumono le particolari caratteristiche organolettiche che li contraddistinguono solo nelle botti di legno, in gran parte realizzate proprio a Conegliano Veneto.

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