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Il Gazzettino

Vino e Mercati. Il Vinitaly edizione 2004 aprirà agli Stati Uniti ... Vinitaly, è venuto in casa dei francesi, a Bordeaux per illustrare le novità della 38, edizione che si terrà a Verona dal 1 al 5 aprile 2004. Il presidente di VeronaFiere, Luigi Castelletti assieme al direttore generale, Giovanni Mantovani, ha ribadito che il salone del vino veronese dovrà essere la manifestazione di riferimento del settore e questo inevitabilmente passerà per una serie di innovazioni, attese anche dagli espositori che, sull'onda del crescente successo del prodotto vino (solo in Italia muove un giro d'affari di circa 9 miliardi di cui 2,6 generati dall'export) hanno da tempo avanzato richieste di miglioramento. Ora, VeronaFiere risponde con alcune iniziative, come il service on demand, per migliorare l'offerta agli espositori destinate a rafforzare l'immagine e il richiamo di Vinitaly. Per questo motivo si è deciso di presentare proprio a Bordeaux, l'intesa tra VeronaFiere-Vinitaly e gli Stati Uniti d'America per una partnership inedita (è la prima volta che il governo Usa sigla un tale accordo con l'Italia) in base al quale all'ente fieristico veronese è riconosciuto lo status di partner di riferimento per la diffusione a livello europeo della produzione enologica statunitense. Obiettivo primario dell'operazione è portare al prossimo Vinitaly una trentina di aziende americane, in particolare della California, dello stato di New York.

... Lontani i giorni della guerra del vino, quando i produttori del Midi' francese rovesciavano le cisterne provenienti dall'Italia per combattere la «concorrenza» dei «cugini». La globalizzazione chiama a serrare le fila e rispondere ad altre minacce commerciali, quelle provenienti dai Paesi emergenti (Cile, Sud Africa, Australia soprattutto) per questo la dodicesima edizione del Vinexpo, il salone internazionale del vino di Bordeaux, ha visto la sigla di un accordo fra il viceministro al Commercio estero, Adolfo Urso e il ministro francese all'export, Jean Francois Loos, per un'azione comune sul vino. Un momento di crisi per il vino francese? Certamente, nonostante uno studio indichi che da qui al 2006 il fatturato mondiale di settore registrerà un incremento dell'8,9\% dagli attuali 101,5 miliardi di euro. La vetrina di Vinexpo resta importante perchè dedicata esclusivamente agli operatori, ma i problemi si vivono dentro il datato e infernale (il primo giorno si sono superati i 40 gradi e il condizionamento è andato in tilt) parallelepipedo di quasi un chilometro vetrina della produzione mondiale e si vivono fuori, in Francia e all'estero, ricorda Stefano Raimondi, responsabile Ufficio Vini dell'Ice. «Per anni il mercato è andato a gonfie vele, ora la crisi si sta prolungando e siamo preoccupati perchè nostri mercati di riferimento come la Germania continuano a flettere». Anche i francesi soffrono e si mostrano disturbati dalla forza degli emergenti , ma pure dai concorrenti storici come l'Italia sempre più visibile, degli aggressivi spagnoli che hanno conquistato, in occasione di Vinexpo la cover story di Wine Spectator,la bibbia tra le pubblicazioni specializzate e poi c'è il capitolo Usa che rappresenta una spiacevole novità per i transalpini. Gli italiani a Bordeaux si presentano in forze, con 480 aziende (dalla Valdo, alla Nonino, alla Tommasi, alla Zenato, allo squadrone siciliano) in parte coordinate dall'Ice in parte singolarmente come il veneto Zonin che avverte: «Il calo dei consumi arriva dopo una vera e propria ubriacatura che aveva spinto in alto i prezzi. Questa crisi porterà a un riequilibrio». Esempi tuttavia emblematici, a giudicare da quanto dice Carlos Longhi Leinenweber, export manager della cilena Concha y Toro: «Siamo una alternativa sia nella qualità che nei costi. Gli italiani sono ancora chiusi, più dei francesi rivelatisi più interessati ai vini del Nuovo Mondo nonostante la loro tradizione». Un concetto che si ritrova nelle parole di Eric P. Wente, amministratore delegato dell'omonima azienda di Livermore in California che rifiuta l'idea che gli «emergenti» rappresentino una minaccia. Piuttosto, avverte Annalisa Botter, responsabile marketing dell'omonima azienda di Fossalta di Piave, «Bisogna ormai tenere gli occhi aperti su Spagna e Portogallo». Per questo la tendenza è ormai verso le alleanze, industriali - come dimostra il Gruppo Italiano Vini - o commerciali, come nel caso della Carpenè Malvolti che nel 2002 ha creato il consorzio commerciale Vines & Wines.

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