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Il Gazzettino

Vendemmia in aumento ... Roma
È attesa in aumento, quest'anno, la produzione di vino in Italia: una prima valutazione dell'Ismea e dell'Unione Italiana Vini (Uiv) lascia prevedere per il 2003 una produzione di vino intorno ai 50 milioni di ettolitri, in netta crescita rispetto ai 44,6 milioni del 2002, ma comunque non abbondante (la produzione media delle ultime 10 vendemmie è di 55,3 milioni di ettolitri). A contenere i volumi produttivi -spiegano Ismea e Uiv - sarebbero per ora due fattori: da un lato le basse temperature e le gelate rilevate nella prima decade di aprile in diverse regioni italiane, dall'altro il persistere di un clima siccitoso che, pur non creando ancora allarme, sta comunque condizionando lo sviluppo degli acini e dei grappoli (in alcune zone come in Friuli si prepara una vendemmia anticipata tra il 20/25 agosto). Dopo l'estate del 2002, segnata dal maltempo, a preoccupare i produttori oggi è il delinearsi del più tradizionale rischio siccità. «In realtà nel settore vitivinicolo nulla è ancora compromesso - spiega Ezio Rivella, presidente della Uiv - il caldo e l'assenza di precipitazioni hanno accelerato la maturazione delle uve e ridotto localmente la grandezza dei grappoli, che potrebbero però recuperare peso se nelle prossime settimane intervenissero le tante attese piogge. In caso contrario, alla lunga, quello che finora è uno stato di sofferenza potrebbe trasformarsi - sottolinea Rivella - in stress idrico, con ripercussioni sensibili sui volumi finali della vendemmia». Ma per il momento non c'è sofferenza, aggiunge Elda Felluga dal Friuli «La previsione dell'Uiv è esatta, attualmente anche la condizione di siccità non drammatica per i vigneti e ritengo che qualità e quantità saranno superiori a quelle della stagione passata». Infatti, la qualità delle uve è fino ad ora ottima. Dal punto di vista fitosanitario, infatti, dopo i problemi causati nel 2002 dalle piogge persistenti, l'annata in corso si sta rivelando relativamente facile.
Una conferma viene anche da Nicola Fabiano, presidente dell'omonima azienda vinicola veronese. «Anche in quest'area l'attesa è per una vendemmia molto buona soprattutto se si considerano le conseguenze dei danni atmosferici dell'annata 2002, in particolare nel Valpolicella». Secondo Fabiano, se questo andamento verrà confermato quest'anno i prezzi alla produzione saranno inferiori a quelli dell'anno scorso. Magra soddisfazione per i consumatore, però, visto che ben difficilmente si potrà innescare un trend ribassista sul prezzo finale: la filiera infatti deve ancora riuscire a compensare le perdite del 2002 che hanno visto fortemente penalizzati anche i produttori (uno sguardo ai bilanci delle aziende vitivinicole può confermarlo). Ieri intanto il ministro delle Politiche agricole, Gianni Alemanno, ha nominato i vertici del Comitato Doc e Igt. Nuovo presidente è Tommaso Zanoletti, tra i consiglieri anche Antonio Calò direttore dell'Istituto Sperimentale per la viticultura di Conegliano e Giuseppe Martelli, direttore generale di Assoenologi.

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