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Il Giornale

Champagne, piccolo è bello. Nove cuvée fuori dai radar … Non solo grandi maison: ecco i nostri assaggi alla rassegna modenese del grande vino francese… Montagne de Reims, Côte des Blancs, Vallée de la Marne, Aube-Côte des Bar. Sono le quattro regioni storiche della Champagne, ciascuna con caratteristiche proprie: la prima è specializzata nel Pinot Noir, la seconda nello Chardonnay, la terza nel Meunier mentre la quarta, isolata a Sud, non avendo alcun comune classificato Grand Cru né maison blasonate, produce Champagne fuori ordinanza e per questo sempre più considerati. E proprio in base a questi territori, veri “continenti” del mondo delle bolle più nobili che ci siano, erano suddivise le “regioni” della Modena Champagne Experience 2022 che si è svolta domenica e lunedì scorsi nella città emiliana: due giorni di assaggi nei banchi dei 141 espositori (per un totale di oltre 650 cuvée in degustazione), di masterclass e di incontri che fanno di questo evento modenese - organizzato dalla società Excellence, che raccoglie ventuno dei più importanti importatori e distributori di Champagne in Italia - il più importante appuntamento per operatori, enotecari, ristoratori, giornalisti e semplici appassionati della bevanda che, come diceva George Sand, “aiuta la meraviglia”. A Modena c’ero anche io, ho assaggiato molto, dedicandomi soprattutto alle maison meno blasonate, che spesso sfuggono dai radar perché oscurate dalla potenza mediatica dei marchi leggendari (e infatti non vi ho detto che a Modena c’era una quinta area dedicata alla maison classiche che ho cercato - non senza rimpianti - di frequentare il meno possibile). Questa volta quindi vi consiglio nove cuvée meno scontate che mi hanno colpito per qualche motivo, ben sapendo che si tratta di prodotti che in Italia, a saper cercare, si trovano. Paul Bara Maison di Bouzy, nella Montagne de Reims, uno dei 17 comuni Grand Cru, l’Extra Brut Grand Cru, un sans année (ovvero non millesimato) da 80 per cento Pinot Nero e 20 Chardonnay che fa 60 mesi sui lieviti e ha un dosaggio assai basso (3 grammi per litro). Minerale e un po’ austero, ma assai espressivo. Blin Amo molto questa maison dallo straordinario rapporto qualità prezzo, che in Italia si compra in esclusiva sulla piattaforma Tannico. Relativamente giovane, specializzata nel Meunier (è a Vincelles, nella Vallée de la Marne) propone un Brut “base”, il tradizione, estremamente pulito e un Blanc de Noirs millesimato (ho assaggiato il 2012) Meunier Sélection Parcellaire davvero sorprendenteo. Bonnaire Qui siamo invece a Cramant, nel cuore della Côte des Blancs, terra di grandi Chardonnay. L’Esprit du Temps è un Brut da cinquanta per cento uve bianche che fa trenta mesi sui lieviti di grande misura ed eleganza. Quentin Beaufort Fa solo un’etichetta e solo 3mila bottiglie questo piccolo marchio di Polisy, nell’Aube, da una piccola parcella: timbro al naso e in bocca inconfondibili. Da amare o da odiare. Io l’ho amato. Françoise Bedel L’Entre Ciel&Terre è un sans anné da 50 Meunier, 30 Pinot Noir e 20 Chardonnay che dimostra come uno Champagne biodinamico (siamo nella Marne) non perda nulla in bevibilità e soddisfazione. E poi che bella l’etichetta. Bourgeois-Diaz Sempre nella Marne, terra di Meunier, una piccola maison in conversione al biodinamico, che fa un coraggioso lavoro di “asciugatura” di ogni superfluo eccesso ornamentale. Il BD’RS e un rosé de saignée (ovvero da macerazione rapida) da uve Meunier che si mette di traverso, evita ogni piacioneria e per questo ci è stato assai simpatico. lacquesson Qui siamo ai limiti della leggenda, in realtà, perché questo era lo Champagne preferito da Napoleone. Ma resta una realtà piccola e familiare, che segue un suo percorso senza sbavature “mondane”. La “tipografica” cuvée, un’icona di eleganza e di purezza, è da sempre una delle mie preferite: la 745 (sono numerate progressivamente) è una fucilata di felicità. Albert Lebrun Ha sede a Epernay, capitale della Côte des Blancs, que sta maison che predilige una visione tradizionale dello Champagne: manifesto è il Bio Brut, un Pinot Meunier vinificato in bianco con un 15 per cento di vin de réserve estremamente tagliente malgrado un dosaggio generoso. Georges Vesselle Nella Montagne de Reims, a Bouzy, una maison che lavora con estremo rigore. Il Nature Grand Cru 2015 è un non dosato da 90 per cento Pinot Noir (il resto è Chardonnay) che ho apprezzato per verticalità e profondità di pensiero.

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