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Il Giornale

Thea bianco, stella romagnola ... Sono agli sgoccioli i tempi in cui se domandavi a un romagnolo quale vino della sua regione preferisse, ti rispondeva “sangiovese appena mosso e albana dolce, mossa pure lei”. Ma il pensiero secondo cui va tutto lambruschizzato è ancora attuale dal Santerno in su. Qui la spuma del vino fa gola tanto quanto quella di una buona birra, le bolle sgrassano e i consumi ne beneficiano. Tra i primi a slacciarsi dalle rustiche consuetudini locali furono i Navacchia della Tre Monti di Imola, 0542.657116, tremonti.it. Dopo anni di vini impeccabili ma un po’ troppo poco accademici, ecco spuntare un coraggioso Colli di Imola Thea Bianco 2006 a 18€. Frutto di una vera e propria vendemmia tardiva - il vitigno è francese ma la sua identità rimane un mistero - ha struttura compatta come l’argilla che lo nutre, frutta matura e spezie dolci al naso e un allungo salino che apporta contrasto ed energia.

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