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Il Giornale

Guida e tasso etilico. Vogliamo tutti l’autista e l’auto blu ... L’angolo di Granzotto... Caro Granzotto, mi rivolgo a lei in quanto fondatore del club del Tavernello. Che ci sia bisogno di maggior severità nel punire chi guida un mezzo dopo aver ecceduto con l’alcol è cosa ampiamente condivisa. Ma che il nuovo decreto sia una grande bischerata è indiscutibile. L’abbassamento del limite allo 0,20 per cento significa impedire a qualsiasi onest’uomo di bere un bicchiere di vino a pasto; se si è invitati a cena fuori o taxi o niente; in definitiva, scombina un mondo di tradizioni che in Italia ha antiche radici. Facciamo qualcosa prima che i nostri fanatici politici approvino un tale obbrobrio, visto che noi comuni mortali non abbiamo a disposizione auto blu.
Galluccio

Sì, certo, caro Galluccio, qualcosa bisogna pur fare per dissuadere o comunque perseguire chi si mette al volante essendo ciucco. Però le disposizioni prese e il loro eventuale inasprimento mi lasciano perplesso. Sa, in quanto fumatore io sono già stato fortemente discriminato (perché, ad esempio, hanno abolito le carrozze fumatori nei treni a lunga percorrenza?) e penso proprio che
rimarrò vittima anche dell’etilometro. E questo perché ne ho lette e sentite tante, su quell’aggeggio, che finirò per rinunciare anche a un mezzo bicchiere di vino, se dopo dovessi mettermi al volante. Metabolismo (non è che tutti metabolizzano l’alcol alla stessa maniera), adipe (più uno è grasso
più, a parità di alcol ingerito, il tasso si alza), quantità di cibo assunto, tempo trascorso (il picco di tasso alcolico si manifesta dopo 90 minuti in caso di pasto normale, dopo due ore se il pasto era abbondante) influenzano pesantemente i dati espressi dall’etilometro.
Dicono (ma sarà vero?) che
se prima di soffiare nel sacchetto s’inghiottono un paio di mentine senza zucchero e che dunque contengono dolcificanti polilcolici, l’etilometro sbarelli rendendo nullo il test. Dicono anche che conta molto la temperatura esterna: se fa freddo il tasso alcolico risulterebbe più basso, se c’è afa schizza in alto come un demonio. Tutte cose che inducono a ritenere l’etilometro uno strumento
di misurazione molto empirico, diciamo pure approssimativo. E allora preferisco non sfidare la sorte. Ho fatto la prova: in condizioni normali un bicchiere di rosso a 13 gradi porta la mia etanolemia a 0,40. Il limite imposto dalla legge per non passare da ubriaco ne è di 0,50. Margine troppo risicato, troppo soggetto a variazioni dovute alle cause e ai fenomeni cui accennavo sopra
per rischiare un’ammenda da 500 a 2.000 euri, la sospensione della patente, la decurtazione di dieci punti e magari anche l’arresto fino a un mese? Se poi quello 0,50 sarà portato, come pare il governo voglia fare, a 0,20, buona notte ai suonatori. Non voglio dire che quello zero virgola cinquanta risulti così basso da non poterlo sforare solo bevendo un bicchiere di latte. È anzi assai probabile che ci siano persone che con tasso alcolico dello 0,50 vanno in cimbali.
Però, questo è ovvio, penalizza tutti coloro ai quali un bicchiere di vino a pasto non compromette la percezione, la capacità di giudizio e il senso dell’equilibrio. E ai quali non resta che una cosa da fare, se non
vogliono avere guai: astenersi dall’assumere alcol, anche solo due dita di vino, anche solo uno schizzo di grappa o di sambuca nel caffè, se poi debbano mettersi al volante. E siccome io sono di quelli che s’intristisce, si deprime alla sola idea di due uova al burro senza l’accompagnamento di qualche centello di un buon rosso (mettiamo, tanto per non far nomi, il soave Baglio di Serramarrocco) non mi resta che recarmi a cena dagli amici, al ristorante in collina o, se in viaggio, all’Autogrill, solo se scorrazzato da uno chauffeur. O solo se qualcuno in alto, medio e basso loco istituzionale mi ci fa portare dalla sua auto blu (anche senza scorta, senza lampeggiante e senza sirena: m’accontento di poco, io).

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