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Il Mattino

Al Cavaliere piace rosso: ha acquistato il maniero della Velona. Berlusconi produrrà
il Brunello di Montalcino ... Il presidente del Consiglio Berlusconi, prende casa a Montalcino per diventare produttore di Brunello. Il premier, infatti, ha acquistato nella splendida Montalcino, vicino Siena, il Castello della Velona, uno dei manieri più affascinanti del territorio del Brunello (esclusivo relais), con cinque ettari di vigneto. Il passaggio tra Silvio Berlusconi e l’anziano proprietario, Luigi Piermartini, è avvenuto giovedì a Roma. La notizia, lanciata in anteprima da Winenews, è stata confermata nel pomeriggio: alle 16 il premier è arrivato a Montalcino in auto verso le 16 per fare un sopralluogo nelcastello di Velona, vicino all’abbazia di S. Antimo fondata, secondo la leggenda, da Carlo Magno.
Il castello, maniero trecentesco, si trova proprio fuori il borgo di Montalcino. Da qui, è splendido lo scorcio panoramico sui filari delle uve invidiate in ogni parte del mondo. Il castello è stato di recente completamente ristrutturato ed ha attualmente in produzione cinque ettari a Brunello di Montalcino. Le prime 5mila bottiglie prodotte da Berlusconi (che, negli anni futuri, dovrebbero salire a 30mila) saranno annata 2002 e andranno in commercio nel 2007. Stando ai «rumors», il premier da tempo aveva il desiderio di un castello in Toscana, non come luogo di villeggiatura, ma da destinare a «buen retiro» (anche per riunioni politiche), a poco più di due ore di automobile da Roma e a pochi minuti di elicottero (ieri è, infatti, volato via in elicottero da Siena). Lo chateau, venti stanze, biblioteca, cappella ed enoteca - si racconta a Montalcino - ha pavimenti in cotto, soffitto a cassettoni, caminetti: sarebbe stato, infatti, acquistato da Berlusconi arredato di tutto punto. È protetto da mura di cinta che ”nascondono” ad occhi indiscreti una funzionale piscina e un curato giardino. Ma il fiore all’occhiello dell’aristocratica tenuta è il vigneto e la sua azienda vinicola. Ma, oltre che per il suo rosso, la tenuta è citata dagli esperti anche per la produzione di un eccellente olio.
La finanza in bottiglia, si sa, fa felice chi ha scommesso sulle «blue chips wine» invece che sulle più accreditate colleghe di borsa: in pochi anni, secondo un’inchiesta di Winenews (prezzi in lire), la rivalutazione delle etichette più pregiate è stata del 500%, con punte che hanno toccato anche il 900%. Qualche esempio? Il Brunello di Montalcino Case Basse Soldera Riserva 1990, uscito sul mercato a 100mila lire, oggi si aggira sul milione.

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