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Il Messaggero

Un milione di turisti a caccia di rossi doc: da domani il tradizionale appuntamento enologico primaverile. Per fronteggiare le richieste molte aziende costrette agli straordinari. Si abbassa l’età media del consumatore, molte le donne interessate alla cultura del bere ... "Vedi cosa bevi", uno slogan che è anche uno stile alternativo di turismo. In pratica è il cuore dell'idea - lanciata nel 1993 dal movimento Turismo del Vino - per fare di vigne e cantine un grande punto di aggregazione, facendo conoscere i luoghi dove nasce il vino, i personaggi, le storie, la cultura materiale di un territorio. In pratica tutto quello che c'è dietro una grande etichetta. Un modo per sdoganare il vino dalla vita virtuale in uno scaffale di enoteca, o dalla vita esclusivamente gastronomica della bottiglia stappata in tavola. Un'idea travolgente, "pop" nel senso migliore del termine, perché è riuscita a coinvolgere nell'edizione dello scorso anno un milione e 200mila visitatori in mille cantine lungo tutta la penisola. E che si prepara in questo week end a superare anche questi numeri, grazie a una girandola di inziative (informazioni a www.movimentoturismovino.it) Una vera e propria rivoluzione copernicana anche in termini di lettura sociologica del consumatore di vino. In passato, l'identikit tipo era quello di un uomo intorno ai 45 anni. Oggi, invece, l'età media si è abbassata. Irrompono in scena i giovani, le famiglie, le donne, anche loro sempre più interessate alla cultura del bere bene. Ma soprattutto, intorno a tante storie nel segno di Bacco, si è sviluppato un formato alternativo di turismo. Il momento gastronomico diventa occasione di esplorare il Paese alla scoperta dei suoi tesori d'arte, compresa quella materiale. Una pieve romanica e un'antica abetaia dove si fa il Balsamico Tradizionale, perché no? « Stiamo vivendo un momento di grande crescita culturale del consumatore», spiega Tiziana Frescobaldi, sofisticata, sorridente dama del vino. « Oggi arrivano giovani che hanno già una buona cultura di base, e che fanno quindi domande intelligenti. Per noi è più stimolante questo confronto». Insomma, il tradizionale appuntamento dell'ultima domenica di maggio sta davvero diventando una grande kermesse, al punto che in molte regioni l'impegno è stato "raddoppiato" anche a sabato, come illustra con orgoglio Elda Felluga, altra signora del vino friulano. « Abbiamo raddoppiato anche noi nel Lazio», conferma Giulio Santarelli di Castel de'Paolis, uno dei grandi protagonisti del vino dei Castelli, tra i pochi ad aver portato i suoi prodotti nei più grandi ristoranti del mondo. « Nella nostra regione, come un po' dappertutto, sono stati organizzati eventi molto interessanti, a fianco delle degustazioni, dalle esposizioni di rose antiche, alle mostre d'arte. Ma penso che il vero valore aggiunto sia nel tandem vino-prodotti di nicchia, dal pane di Lariano che propongo io, a formaggi, salumi tipici, come il nostro olio, o i fagioli di Sezze». Ma le idee in piedi sono davvero tante. A Firenze ci sarà una eccezionale sfilata di auto d'epoca, in Friuli si punterà sui vitigni autoctoni (Ribolla gialla, Picolit, Tocai, Pignolo), mentre l'Umbria propone pacchetti di grande interesse: da non perdere le degustazioni e la visita al suggestivo zoo privato di animali rari del sofisticato Relais Todini, ma anche gli assaggi lungo la strada etrusco-romana di Orvieto (mentre si dice che i Savoia, di ritorno da una cerimonia privata ad Assisi, andranno a rendere omaggio al grande Sagrantino della cantina Caprai. Un week tutto brindisi, in attesa di ripetere l'esperienza ad agosto per Calici di stelle, e a settembre, per Benvenuta vendemmia, le altre due grandi manifestazioni del Movimento Turismo del Vino.

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